Questioni femminili: dopo un parto, si va’ più forte?

Attorno alla gravidanza delle podiste sono sempre accese discussioni riguardo alla possibilità di pregiudicare il prosieguo dell’attività sportiva, o perfino a quella di migliorala, una volta partorito.

Prendiamo a proposito il tema relativo all’allattamento. Di per sé, l’allattamento non esclude affatto la pratica podistica, anzi la prollatina, l’ormone che regola la secrezione lattea, aumenta se si è in movimento. Ovviamente, in questa precisa condizione fisiologica, sono da evitare i lavori lattacidi, perché l’acido lattico altera sicuramente il sapore del latte, che potrebbe risultare non gradito al bambino. Inoltre, bisogna tenere sotto controllo il bilancio calorico e introdurre almeno 2.500 calorie al giorno così distribuite fra proteine (carne, pesce, uova…), carboidrati (pane, pasta, riso…), grassi polinsaturi, verdura e frutta. Non deve mancare ovviamente l’acqua, anche in dosi oscillanti intorno ai due litri giornalieri; e sono raccomandate le tisane, specialmente quelle del finocchio, che favoriscono la montata lattea. Bisogna invece rinunciare (quasi del tutto) alle bibite gassate, ai formaggi grassi e agli insaccati in genere.

Ma torniamo all’argomento principale: dopo aver partorito, la podista va’ più forte? Se sì, perché?

Nel periodo della gestazione il tasso ormonale sale in modo vertiginoso e la donna podista si trova a disporre di un litro e mezzo di sangue in più, ma dopo appena 10-15 giorni dal parto avvenuto, i valori ritornano nella normalità, per cui, a rigor di logica, non si dovrebbero verificare a lungo termine prestazioni al di sopra di quelle precedenti il parto. Se esiste una qualche possibilità che la podista tragga giovamento da una condizione fisica “modificata”, forse la ragione è da ricercare in altri ambiti, sia fisici che psicologici. Facciamo qualche esempio. Può darsi che la donna, quando è stata costretta a fermarsi, si trovava in una situazione di stanchezza cronica, magari dovuta a degli allenamenti molto stressanti fatti in precedenza che le avevano, per così dire, scaricato le batterie e che abbia quindi tratto un notevole giovamento dal periodo di forzato riposo, in conseguenza del quale, alla ripresa degli allenamenti, le è “parso” di aver migliorato dopo il parto. Così come può darsi anche il caso che esperienza stessa del parto, del travaglio, abbia “preparato” mentalmente, più che nel passato diciamo “normale” la podista neo-mamma, alla sofferenza, alla capacità di elevare molto al di là l’asticella della soglia del dolore e che, pertanto, si senta più “forte”.

Pensiamo sia quest’ultimo argomento a dirimere la questione; e in proposito ci piace riportare le parole della grande mezzofondista Roberta Brunet (bronzo alle Olimpiadi di Atlanta, nel ‘96), a chi le chiedeva il segreto dei suoi successi:

“La guardo e tutto si ridimensiona: gli infortuni, le sconfitte, i soldi che perdo quando le cose non girano. Lei è il mio pezzo di cielo, la mia volata vincente.”

 

 

 

 

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