Per chi sta sempre in piedi o seduto

E’ noto che la vita sportiva di un podista è direttamente collegata all’attività lavorativa che svolge, non soltanto per quanto riguarda gli orari. Anzi, possiamo dire che esiste una correlazione profonda fra tipo di lavoro e prestazione sportiva, da tenere sempre in debita considerazione. Prendiamo ad esempio due podisti i quali per motivi di lavoro, l’uno sta sempre in piedi, mentre l’altro è sempre seduto. Potremmo ipotizzare un barman e un tassista. Va’ bene?

Per un podista che debba svolgere l’attività lavorativa stando per molte ore in piedi, è facile che vada incontro a delle difficoltà a causa del ritorno venoso, dopo che abbia sostenuto il giorno precedente un allenamento stressante. Per cui, in questo caso, è meglio sollecitare il sistema periferico mediante contrazioni muscolari e con un movimento anche minimo degli arti inferiori. Insomma, per “svegliare” l’organismo, che tende ad impigrirsi nello svolgere la stessa identica situazione fisica per molti minuti. Così, ad intervalli di mezzora, qualche cosa di quello descritto.

Per un tassista, invece, cioè per un lavoratore costretto a restare seduto per molto tempo, il rischio è quello di stressare troppo la schiena, a causa dei continui sobbalzi a cui è sottoposta. L’ideale sarebbe munirsi di un sostegno anatomico a livello lombare. Ma se non vogliamo essere eccessivamente esigenti, si potrebbe tentare di praticare la “strada” di scendere dall’auto, dopo ogni corsa, e di sgranchirsi le gambe per un 10’, o camminando lentamente, o camminando come dando dei calcetti in avanti.

Per tutti e due, comunque, per continuare ad assaporare lungamente la gioia della corsa, sarà meglio premunirsi con un buon potenziamento muscolare, con esercizi mirati, da svolgere in casa o in palestra, e di effettuare gli allenamenti importanti non prima di aver ampiamente recuperato  da quelli precedenti.

Ancora, per tutti e due, dal punto di vista alimentare, dovranno calibrare più dei loro amici, le giuste assunzioni di alimenti, le quali saranno pienamente e totalmente rispondenti ai proverbiali canoni  podistici. E cioè, prevalenza di carboidrati nelle due o tre ore precedenti l’allenamento; durante il pasto principale non dovranno mancare vitamine e sali minerali, ottimi elementi contro le intemperie esterne; nel caso si consumassero spuntini, è comunque indispensabile la presenza di frutta e verdura.

Ma forse, come diceva Lucio Dalla,… “…già lo fanno…”.

 

 

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