La maratona sotto le 2 ore

Il record mondiale della maratona maschile appartiene al keniota Kimetto, che a Berlino, il 28 di settembre del 2014, ha corso la classica distanza nell’incredibile tempo di 2h 2’ 57”. Passata l’incredulità generale, dopo pochi istanti, nella mente di tutti gli atleti e degli appassionati, è “corsa”, silenziosa ma insistente, una domanda: “E’ possibile correre la maratona sotto le 2 ore?”

Kimetto tenne in quella circostanza una media al km di 2’ e 54”, più o meno corrispondente alla velocità di 21 km/h. Appare subito evidente, anche ai meno esperti come noi, che per battere il suo record si dovrebbe richiedere ad un atleta (chiaramente, di elite mondiale) di essere nel pieno sviluppo delle sue potenzialità (25-28 anni), di rinunciare a tutta una serie di gare economicamente molto più redditizie, di “incorrere” in una giornata con condizioni atmosferiche ottimali, di usufruire di “lepri” (almeno un paio) e di partecipare ad una maratona avente un percorso particolarmente veloce e pianeggiante.

Per rispondere al quesito, verso il quale ci troviamo abbastanza spaesati, riportiamo i pareri di alcune  “persone fidate”, che abbiamo avuto la ventura di trovare in un “Correre” di gennaio 2004, neanche a farlo apposta pochi mesi dopo che Paul Tergat ebbe a migliorare il record, portandolo a 2h 04’ 55”, spodestando lo statunitense Khalid Khannouchi che due anni prima lo aveva fissato a 2h 05’ 38”. L’articolo in questione trae spunto da un parere a caldo espresso dal grande Haile Gebrselassie, dopo l’impresa di Paul Tergat, che cioè in un futuro non troppo remoto si possa correre una maratona in 2 ore.

Stefano Baldini – (Suo il record della maratona italiana, con 2h 07’ 22”, a Londra, nel 2006):

“Gebrselassie ne ha parlato, ma non sarà di certo lui a correre in 2 ore la maratona. Non è un tempo possibile per questa generazione. Correre in 2 ore nette significa abbassare il tempo di Tergat e Korir a Berlino di 5-7 secondi al chilometro: significa più di un chilometro e mezzo di differenza. Forse Tergat e Gebre hanno ancora dei margini di miglioramento, ma per ora non sotto le 2h e 4’. Quello che mi dispiace è che questo discorso dei tempi e dei record sta quasi diventando più importante delle medaglie nei grandi appuntamenti. Un punto su cui le aziende e gli organizzatori stanno sbagliando. E se pensassimo di smetterla con le lepri?”

Franco Bragagna – (Telecronista RAI):

“Pensare che un giorno un uomo possa correre la maratona in 2 ore è un’idea dal fascino irresistibile, ma non riesco a considerarla una possibilità. Anche perché non credo che siamo molto lontani dai limiti della perfezione per quanto riguarda allenamento, alimentazione, ricerca medica e anche organizzazione delle lepri. Nel giro di 15-20 anni un tempo plausibile potrebbe essere al massimo 2h e 3’. Ma servirebbe una situazione erfetta: ad esempio che il secondo miglior maratoneta del mondo facesse da lepre per 30-35 km al primo. In tempi brevi può sicuramente essere ripetuto o superato il tempo di Tergat ottenuto nella maratona di Berlino, sulla cui lunghezza nutro peraltro più di qualche riserva. Lo ripeto, le due ore mi sembrano un limite più emotivo che logico.”

Piero Incalza – (Tecnico federale nel settore maratona):

“Le parole di Gebrselassie? Da anni sostengo che per vari la maratona è più indietro rispetto ad altre specialità del mezzofondo. Innanzitutto perché è più difficile trovare la giornata di massima condizione quando si gareggia 2 o 3 volte all’anno, rispetto a 10-20. La durata della prova, inoltre, amplifica a dismisura tutto quello che già incide nelle gare più brevi, a partire dalle condizioni meteorologiche. Infine i migliori “motori” degli ultimi anni sono arrivati tardi alla maratona, non nel picco della loro carriera. Modificare la propria macchina a 30 anni è più difficile che a 20. Tergat ci ha messo 3 anni prima di vincere una gara. E per questo che sono abbagliato dal nuovo fuoriclasse keniano Nicholas Kemboi, il ventenne che a Bruxelles ha impegnato Gebre, correndo i 10.000 in 26’ e 30” con una facilità di corsa incredibile. Se non si perderà e si allenerà in maniera mirata per la maratona fin da subito potrebbe far vedere grandi cose. Le due ore di Gebre sono lontane, ma non sono fantascienza.

Gianni Demadonna – (Manager):

“Prima o poi alle due ore si arriverà e forse si andrà anche sotto, ma ci vorranno decenni, forse un secolo. Trent’anni fa si pensava che non fosse possibile scendere sotto le 2h e 8’; oggi siamo sotto le 2h e 5’. Bisogna però che si applichino alla maratona atleti che hanno facilmente nelle gambe i 26’ nei 10.000 e che partano ad allenarsi in maniera specifica a 25-26 anni, non a fine carriera. Al momento il talento potenzialmente più interessante è quello di Nicholas Kemboi, che oltre al 26’ e 30” di Bruxelles aveva già corso a inizio anno in 1h 00’ 51” nella maratonina di Lisbona. Dei margini ulteriori potrebbe darli anche un parallelo sviluppo della ricerca medica applicata alla maratona, sempre ovviamente rimanendo nel campo del lecito.”

Voi cosa ne pensate? Sarà possibile correre la maratona in 2 ore?

 

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