Domande all’ortopedico: operarsi all’ernia inguinale

Sperando di non destare facili e volgari sarcasmi, ci accingiamo a riferire di un colloquio avvenuto nel “Bar del Podismo” fra  il nostro ortopedico ed alcuni amici podisti, circa un’evenienza non proprio così inusuale per chi fa’ della corsa un’abitudine costante.

Ortopedico – Ciao, ragazzi, siete allegri, eh? Entrando nel bar, ho sentito un termine “guallera” che la dice lunga sul vostro umore…

Tizio – E’ sempre Caio…

Caio – E che ho detto di male…?

Sempronio – Si dice “ernia”. Scusate dottò…, parlavamo in modo… molto informale… Abbiamo saputo che Pinco Pallina si deve operare di ernia inguinale.

Ortopedico – Mannaggia… Non è una cosa gravissima, ma è un bel fastidio…

 Tizio – Sì…, è sempre un’operazione…

Caio – Perché è… fastidiosa?

Sempronio – Ecco, ci risiamo…, mò  facciamo perdere del tempo al dottore…

Ortopedico – No, no, sono venuto al bar, perché ho del tempo a disposizione… L’intervento all’ernia inguinale, riserva sempre delle possibili complicanze, per la particolarità della parte interessata e per l’eventuale caratteristica personale del soggetto interessato. Tanto per dirne una, poiché riguarda la parte anatomica del canale inguinale, i soggetti maggiormente a rischio sono i maschi e non le femmine.

 Tizio – E Pinco Pallina “femmina” non è…

Caio – Eh no…

Sempronio – Ma, in effetti, in che consiste?

 Ortopedico – Cos’è l’ernia inguinale? E’ la fuoriuscita di un viscere dovuta al cedimento della parte muscolare dell’addome. Quindi, l’intervento operatorio si prefigge lo scopo di riparare tale cedimento muscolare, mediante un vero e proprio “rattoppo”. Sicuramente, Pinco Pallina avrà avuto come sintomi premonitori, oltre al dolore della parte interessata, anche nausea e vomito, vero?

 Tizio – Era da un po’ che si lamentava… Pensava a una forma di pubalgia…

Caio – Eh, pubalgia… Ma se aveva un rigonfiamento…!

Sempronio – In che consiste l’intervento? Cioè, come si procede praticamente?

Ortopedico – In sede pre-operatoria, Pinco Pallina dovrà sospendere eventuali trattamenti già in corso a base di antiaggreganti (aspirina), anticoagulanti (warfarin) e antinfiammatori (fans), perché questi farmaci riducono la capacità coagulativa del sangue. Deve, inoltre, presentarsi in sala operatoria completamente a digiuno. E considerato che di solito l’intervento si pratica al mattino, deve astenersi dal mangiare dalla sera precedente. L’intervento è possibile venga effettuato (dopo la ovvia anestesia), mediante  “chirurgia tradizionale”, detta anche a “cielo aperto”, oppure con la tecnica chiamata “laparoscopia”. Sono entrambe valide e sarà il chirurgo a decidere la più opportuna. L’intervento dura di solito per un tempo oscillante tra i 30 e i 45 minuti e, salvo complicazioni, il paziente è dimesso già nel pomeriggio inoltrato. Scendendo nei particolari, la procedura dal punto di vista tecnico è la seguente: incisione cutanea di circa 10 cm in relazione alla presenza dell’ernia; ricollocamento del viscere fuoriuscito nella sede del canale inguinale; applicazione di una “rete metallica” nel punto interessato, per impedirgli una nuova fuoriuscita; applicazione dei punti di sutura necessari, i quali sono riassorbili, cioè cadono spontaneamente a ferita rimarginata. Dopo l’intervento è normale che Pinco Pallina avverta un po’ di dolore… Ha subito sempre un’operazione. E poi si deve considerare che è finito l’effetto dell’anestesia. E’ possibile che tale situazione possa durare per più giorni, durante i quali si consiglia l’assunzione di paracetamolo, o comunque di un antinfiammatorio.

 Tizio – Sì, dottò…, ma voi sapete…

Caio – Sì, dottò…, quando potrà riprendere a correre?

Sempronio – Cioè…, i tempi di recupero sono lunghi?

Ortopedico – In questi casi le parole d’ordine sono due: soggettività e gradualità. Mi spiego. Per le leggere e normali attività quotidiane, bastano di solito un paio di settimane; per quelle invece lavorative il discorso è diverso: se sono sedentarie, sempre un paio di settimane, altrimenti nel caso che richiedano uno sforzo fisico rilevante, sono necessarie anche 5/6 settimane. Comunque, è preferibile sia il chirurgo che ha operato a stabilire i tempi della convalescenza, i quali in ogni caso non saranno mai inferiori alle settimane indicate. Pinco Pallina, però potrebbe, se proprio non riesce a stare fermo, dopo l’iniziale periodo di un paio di settimane di stop, fare qualche uscita in bicicletta su percorsi pianeggianti. Ma La cosa che non deve assolutamente fare, diteglielo se occorre, sono gli addominali.

 izio – Ah, se è per questo…

Caio – Già non li faceva… Si scocciava, diceva…

Sempronio – Ora chissà che darebbe, per poterli fare…

 

 

 

 

 

 

 

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