In merito alle gare su strada

A furia di partecipare alla cosiddetta garetta domenicale di 10 km, stiamo dimenticando, a parte la Maratona e la Mezza, tutte le altre. Nel determinatosi immaginario collettivo dei podisti, fanno eccezione le gare “ultra”, con la particolarissima 100 km in testa, nonché le altrettanto particolari e perciò tutto sommato episodiche, gare trail, assimilabili anche alle corse in montagna. Ma, tolta questa appendice, si pensa che le tipologie di gare si siano esaurite. Ed invece, la FIDAL riconosce e ufficializza come gare su strade altre quattro, esattamente: 15, 20, 25 e 30 km.

Quando in Italia, in ambito podistico, si parla di riconoscimento ufficiale FIDAL, si afferma che si riconoscono a certe gare lo status di record nazionale. Ed infatti, anche se alla maggior parte dei podisti risulta sconosciuta la rosa dei campioni che detengono questi titoli, nella lista dei record italiani delle corse su strada, compaiono alcuni nomi che adesso passiamo a riferire:

15 km maschile – Nessun titolo

15 km femminile – Nessun titolo

20 km maschile  –  Michele Gamba, 58’09”

20 km femminile  –  Nessun titolo

25 km maschile – Giuseppe Gerbi, 1h16’40”

25 km femminile – Nessun titolo

30 km maschile – Massimo Magnani, 1h33’08”

30 km femminile – Nessun titolo

100 km maschile – Mario Ardemagni, 6h18’24”

100 km femminile – Monica Casiraghi, 7h28’00”

Dal che possiamo facilmente dedurne, visto il vuoto specialmente in ambito femminile, che la richiesta è bassa. D’altronde, non è pensabile organizzare una gara di ottimo livello, che miri all’ottenimento di un record nazionale, senza che ci sia “a priori” una base che spinga in tal senso. Una base, ben s’intende, non intesa soltanto come moltitudine di praticanti, ma soprattutto come variegata offerta organizzativa. In altri termini, se si organizzano solamente determinate gare podistiche aventi i soliti, a volte “canonici”, chilometraggi, com’è possibile sperare di ottenere certi risultati? Infatti, se diamo uno sguardo in ambito europeo, cosa accade? Vediamolo:

15 km maschile – Mohamed Farah (Gran Bretagna), 42’03”

15 km femminile – Lornah Kiplagat (Olanda), 46’59”

20 km maschile – Mohamed Farah (Gran Bretagna), 56’27”

20 km femminile – Lornah Kiplagat (Olanda), 1h02’57”

25 km maschile – James Kibocha Teuri (Francia), 1h14’20”

25 km femminile – Paula Radcliffe (Gran Bretagna), 1h22’47”

30 km maschile – Antonio Pinto (Portogallo), 1h29’00”

30 km femminile – Paula Radcliffe (Gran Bretagna), 1h39’22”

100 km maschile – Mario Ardemagni (Italia), 6h18’24”

100 km femminile – Tatjana Zyrkova (Russia), 7h10’32”

Conclusioni? E’ un peccato che in Italia non vengano organizzate le gare su strada con una certa varietà circa il chilometraggio complessivo. Si potrebbe ampliare l’interesse per il podismo, se si allargasse l’offerta. In fondo, è come andare a un mercato dove si trova sempre la stessa merce.

E poi, confessiamolo, a scorrere i nomi degli atleti e delle loro nazioni di appartenenza, ci viene un po’ di magone a non scorgere italiani. Meno male che alla fine troviamo Mario Ardemagni…, a dimostrazione che quando gli italiani sono messi nella condizione di mettere in pratica il loro valore, se ce l’hanno, dimostrano di possederlo, eccome!

 

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