Istantanea sugli zuccheri

Accade che il podista, bersagliato continuamente da certi termini, come ad esempio quello degli zuccheri, senta la necessità di fare un po’ di chiarezza, almeno a grandi linee. Rispondiamo quindi a questa esigenza, che sappiamo serpeggiare spesso tra gli appassionati della corsa. Li immaginiamo infatti correre con in mente parole del tipo “carboidrati”, “zuccheri”, “glicogeno” , eccetera e, presi dal fervore dell’allenamento, confondersi fra i confini dei vari significati…

La base dell’alimentazione del podista sono senza alcun dubbio i carboidrati (chiamati anche “glucidi”), la sua cosiddetta “benzina”, che devono essere presenti in tutti i pasti giornalieri. Ma cosa sono i carboidrati, detti così in una sola rapida definizione? Sono componenti essenziali di tutti gli organismi viventi, presenti nei loro tessuti con funzione energetica attraverso la respirazione. Essi si trovano in tutti gli alimenti: dolci, marmellata, miele, pane, pasta, patate, riso, eccetera eccetera. Le differenze sostanziali stanno nella loro struttura; vi sono i “carboidrati complessi” (amidi della pasta, del riso e così via) e “carboidrati semplici” (fruttosio, marmellata, miele, zucchero). I primi sono formati da molte molecole di glucosio e sono chiamati “polisaccaridi”, mentre i secondi, formati da una o due molecole di glucosio o di fruttosio, sono chiamati “monosaccaridi” o “disaccaridi”.

Cos’è questo “glucosio” che… appare quasi all’improvviso e che sembra avere un importante ruolo nella nostra alimentazione? Intanto, una curiosità; tutte le parole che finiscono in “osio”, sono zuccheri: fruttosio, saccarosio…, glucosio… Oltre a servire come “carburante” diretto e immediato per tutto l’organismo, il glucosio è la base per la costruzione delle riserve muscolari ed epatiche di glicogeno, una specie di amido (formato da numerosissime molecole di glucosio) che viene usato durante gli sforzi prolungati dall’organismo a scopo energetico. Per dare l’idea della funzione del glicogeno ai fini di una prestazione podistica, ricordiamo che nell’organismo ne sono presenti circa 500 grammi, una quantità paragonabile, in quanto a spesa energetica, ad una corsa di 30 km… Ed ecco anche spiegato da dove trae origine il famigerato “muro” del maratoneta…

Curiosità per curiosità…, ma perché i carboidrati sono la fonte più immediata di energia? Perché la loro digestione, a differenza delle proteine e dei grassi, richiede meno acqua. Lo sapevate?

 

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