Quanto si “brucia” in un giorno?

Diciamoci la verità: in fondo infondo, tutti i podisti siamo un po’ egoisti, perché cerchiamo sempre di sapere le cose che sono utili per noi stessi e non per gli altri. Sì, facciamo parte di una squadra, ne siamo orgogliosi e fieri, partecipiamo a certe gare per dare il nostro contributo e via discorrendo, ma poi ci interessiamo veramente al nostro riscontro cronometrico e alle nostre sensazioni. Difficilmente pensiamo di gareggiare in un posto dove non siamo riusciti a realizzare i nostri personali obiettivi, viceversa l’idea di correre un’altra volta in un posto dove ci siamo distinti ci riempie di aspettativa. Siamo fatti così, siamo podisti, sì, ma uomini. Forse si tratta soltanto di quello che altri chiamano “istinto di sopravvivenza”, o “sano egoismo”. Una riprova la da’ il titolo dell’articolo, che rimanda  direttamente a una domanda che ogni podista, chiuso nel ristretto ambito della propria coscienza, si fa’ spesso: ma qual è il dispendio energetico giornaliero che io utilizzo per svolgere la mia attività di podista? Quanto posso mangiare per non incorrere in un qualche sbaglio alimentare? Diciamoci la verità: a quanti è venuta la curiosità di leggere l’articolo non appena ha adocchiato il titolo?

Diciamoci la verità: la cosa, a suo tempo, mosse anche la nostra curiosità. Volevamo sapere cosa e quanto mangiare per non “in-correre” in errore negli allenamenti. Scoprimmo così che il calcolo del fabbisogno energetico quotidiano si basa sul consumo basale, costitutivo di noi stessi, al quale vanno aggiunte le calorie spese per le normali attività e quelle bruciate con l’esercizio fisico. Scoprimmo anche che esiste una formula che consente di calcolarlo con una buonissima approssimazione:

“dispendio per il metabolismo basale” +

“dispendio per le normali attività”         +

“dispendio per le attività sportive”        =

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“fabbisogno calorico giornaliero”

Semplice, no? Così, ci mettemmo alla ricerca… degli addendi dell’addizione, per un doveroso approfondimento, arrivando alle seguenti conclusioni, che vi giriamo molto volentieri.

“Il dispendio per il metabolismo basale”, per un uomo di media corporatura, varia tra le 1.600 e le 1.750 kcal; per una donna, tra le 1.300 e le 1.450 kcal. Ricordiamo che il metabolismo basale non è altro che il minimo dispendio energetico indispensabile a mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia dell’organismo.

“Il dispendio per le normali attività” (per ora e per kg di peso) è pari a 1,5-4 kcal per un lavoro leggero; a 4-7 kcal per un lavoro moderato; a 7-9 kcal per un lavoro pesante. Facciamo un esempio: un impiegato di 70 kg di peso spende per 4 ore di lavoro alla scrivania circa 420 kcal (70x4x1,5); un operaio di 70 kg di peso per 4 ore di lavoro medio-pesante ne spende circa 1.680 (70x4x6).

“Il dispendio per le attività sportive”, infine, varia da disciplina a disciplina e dipende anche dalle condizioni ambientali (clima, percorso, eccetera eccetera). Nel podismo, però, un calcolo abbastanza preciso dei consumi si può fare abbastanza facilmente: si deve moltiplicare il numero dei km percorsi per 0,9, poi moltiplicare il risultato così ottenuto per il peso corporeo del soggetto interessato in kg. Sempre per fare un esempio: se il podista in esame pesa 70 kg e percorre 10 km, spende 630 kcal (70×0,9×10); mentre una donna di 52 kg che percorre 10 km ne spende circa 468.

Insomma, è una questione matematica. Facciamoci i conti e ricordiamoci che la vita podistica è un “dare e avere” rispetto al nostro corpo.

 

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