La visita medica per l’attività agonistica

Per chi intende praticare il podismo ed essere iscritto ad una società, è annualmente obbligatoria la visita medico-sportiva che ne attesti l’idoneità all’agonismo. In questo periodo è frequente la richiesta dei presidenti di società ai propri atleti in scadenza di munirsi di tale certificazione sanitaria. Ma come siamo messi, noi podisti, in quanto a visita medica?

Si avverte nell’aria una sorta di disagio, d’incertezza, forse persino di scetticismo, quando ci si deve preparare per la visita medica. Sia pure essa sia da fare una sola volta durante l’anno, la riteniamo una cosa fastidiosa: bisogna prenotarsi e fissare un appuntamento, differire o annullare un certo tipo di allenamento, predisporre un gruppetto di amici per ottimizzare le spese, e ad altre piccole cose che, però, in questo frangente ci appaiono in… tutta la loro grandezza. In questi momenti, si manifestano anche certe remore che abbiamo sul sistema sanitario nazionale, su quello mediatico e internazionale delle multinazionali dei farmaci, sull’attendibilità o meno dei vaccini, insomma, speriamo di risolvere la prativa nel più breve tempo possibile.

Ed è qui che sbagliamo. Dovremmo considerare la visita medico-sportiva come un utile momento per verificare le condizioni di salute che possono essere non ottimali, ma sottaciute dalla nostra buona condizione generale, fisica e mentale, dovuta all’esercizio quotidiano. E comunque, anche nella costituzione dei più robusti fisici, alligna qualche piccolissima crepa che una buona prevenzione, come quella che attua la visita medico-sportiva, può efficacemente contrastare nella sua primissima apparizione.

Il consiglio, quindi, è di collaborare prontamente con il vostro medico sportivo di fiducia. Mettetevi a sua disposizione, anche nei riguardi di qualche impressione sfavorevole e… contrastante con le vostre aspettative. Se dovete eseguire accertamenti, considerateli necessari e indispensabili per definire le vostre condizioni di salute. Non pensate subito all’errore diagnostico. Non celate, ad esempio, un’ipertensione o dei precedenti casi di aritmie, perché andate solo contro il vostro interesse. Non solo, sappiate che alcuni problemi, magari fino a quel momento insospettabili, richiedono accertamenti periodici che devono essere presentati al medico nel momento stesso della visita. E non pensate che la proverbiale lentezza della sanità pubblica possa costituire un impedimento, perché esistono anche le strutture private: quando si tratta della propria salute, non si deve porre nessun limite al buon senso.

E allora, quando vi recate dal vostro medico, che chiaramente essendo il “vostro” medico vi conosce magari da anni, immaginatevi al suo cospetto per la prima volta, assumendo un comportamento simile a questi assunti, che sentiamo senz’altro di consigliare:

  • non assumete farmaci per nascondere patologie;
  • non nascondetegli le vostre patologie;
  • consegnategli eventuali accertamenti pregressi;
  • consegnategli eventuali analisi del sangue recenti;
  • consegnategli eventuali terapie mediche in corso;
  • confidategli malori di dubbia provenienza.

In effetti, si tratta di “convertire” questa giornata in un piacevole diversivo: allentare un po’ la tensione di un rigido programma di allenamenti, rivedendo un vecchio amico, nell’avvenuta leggerezza e consapevolezza di… scoppiare di salute!

 

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