La dieta universale nel podismo

A ripetere sempre le stesse cose, ce ne rendiamo conto, corriamo il rischio di annoiare. Eppure, i podisti, spesso anche fra i più esperti, ci chiedono come fare per dimagrire. I casi sono due: o siamo noi poco chiari; o sono loro sempre alla ricerca di nuove soluzioni, nella speranza che recenti studi alimentari possano aver concesso quelle licenze alle quali comunque si rinuncia mal volentieri. Ebbene, dobbiamo ripeterci ancora una volta, o dobbiamo disilludere certe aspettative. Signore e signori , il problema è sempre quello: il podista tipo deve essere magro, per non essere costretto a portarsi addosso un’inutile zavorra. Va’ bene?

Ancora una volta, quindi, riproponiamo le “linee guida” per il mantenimento del peso, di ogni podista, entro i giusti limiti, per non incorrere nel “quasi dramma” dell’essere in sovrappeso. Chi si trova in questa spiacevole situazione può ridurre i chili superflui con una dieta appropriata e con la corsa, che è un ottimo esercizio per rientrare nel peso ideale. La dieta comunque deve essere varia e bilanciata, ma con un ridotto apporto di calorie. In tal modo il dimagrimento  può risultare sia efficace che salutare. Infatti, nelle diete inidonee, cioè in quelle eccessivamente povere di calorie (quando praticamente non si mangia…), o non bilanciate (cioè non “ragionate”), spesso (anzi, quasi sempre) alla diminuzione di peso si abbina una perdita di tessuto muscolare con conseguente calo di efficienza.

E’ bene chiarire subito che il dimagrimento vero è sempre un processo lento, in genere di pochi ettogrammi alla settimana, dal momento che gli adipociti (le cellule che poi contengono il grasso) hanno bassissima tendenza a cedere il grasso stesso. Per cui, nell’ambito di una dieta corretta e bilanciata, si devono ridurre i grassi, quelli per così dire nascosti negli alimenti. Quindi, la pasta, il riso, il pane, le patate. I dolci, vanno contenuti, ma non eliminati. Diciamo che una riduzione al di sotto il 50% della percentuale alla quale si era abituati, comincia ad essere eccessiva. Va’ limitato, ad esempio, anche il saccarosio (il normale zucchero da tavola) e i cibi che ne sono ricchi, perché dopo la loro assunzione si ha un sostanziale aumento del tasso di insulina nel sangue. A causa di ciò, gli adipociti diventano più “ricettivi” e cioè si possono riempire più facilmente di grasso. Molto più adatto per queste diete, risulta essere il fruttosio, proprio perché non provoca questi fenomeni.

Altro elemento molto importante in una dieta varia e bilanciata che stiamo delineando a grandi linee, sono le fibre, contenute nei cereali integrali, nella frutta e nella verdura le quali, cosa non disprezzabile, aumentano il senso di sazietà e rendono veloce il transito degli alimenti attraverso l’intestino, regolarizzando la funzionalità di quest’ultimo e riducendo l’assimilazione delle calorie (diminuendone il “ristagno” nell’organismo…) ingerite con i cibi.

Si dimagrisce, però, non solo mangiando, bensì anche bevendo. Ribadiamo la necessità di bere acqua a sufficienza, in relazione allo stile di vita podistica intrapreso, e di rinunciare del tutto alle bevande gassate, preferendo dei buoni e gustosi succhi di frutta fatti in casa. Alcol? Neanche a parlarne, fatta eccezione saltuariamente, per un bel bicchiere di birra o di vino genuino, bevuto solo dopo il pasto principale.

Questo dunque lo schema universale, o basilare, fate voi, entro il quale ogni podista deve “inserire” la propria realtà, fatta di orari, di lavoro, di obiettivi, di numero di pasti giornalieri, usi e abitudini, eccetera eccetera. E ricordiamoci che noi, da bravi podisti, dovremmo mangiare per correre e non correre per mangiare.

 

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