Storia della scarpa da running

L’uomo ha sempre cercato di coprirsi il corpo con indumenti che lo proteggessero dagli agenti esterni. Per quanto riguarda i piedi, con calzature varie, che vanno dai sandali dei soldati di tutte le epoche a dei ritrovati di caucciù o a dei manufatti di stoffa degli indiani d’America. A rintracciare quindi l’iniziatore della calzatura da running può risultare un’impresa azzardata, per cui indicare nel negoziante di ferramenta Charles Goodeyear, lo statunitense che perfezionò il processo di vulcanizzazione, può essere non completamente veritiero. Però, sta di fatto, che dopo di lui si cominciò con la fabbricazione in serie delle suole di caucciù.

Per chi non lo sapesse, la vulcanizzazione è la lavorazione della gomma che, riscaldata con lo zolfo, rilascia il materiale elastico chiamato mescola, usato per la fabbricazione delle suole delle scarpe. Ebbene, Goodeyear perfezionò questo procedimento, consentendo il proliferare di quelle che vennero subito chiamate “scarpe da tennis”, o “scarpe da ginnastica”. Stiamo parlando del 1825. Inizialmente, questo tipo di calzature si pensò fossero appannaggio delle classi privilegiate e che facessero parte dell’ostentazione dell’appartenenza ad uno status sociale. Per cui la loro massima diffusione, e vorremmo dire “sportiva applicazione”, si ebbe in coincidenza con le prime  Olimpiadi moderne di Atene del 1896, d’altronde palcoscenico ideale per la loro massima diffusione.

Senza voler fare propaganda, ma solo elencare nomi e dati storici, nel 1919, negli Stati Uniti, apparvero le scarpe sportive da basket, le Converse All Star (come si sa, negli USA il basket è forse lo sport principale, dal momento che è stato inventato dagli americani…). Nel 1920, in Germania, Adi Dassler fondò un marchio, la Adidas, che avrà molto successo con le Olimpiadi berlinesi del 1936. Nel 1948, il di lui fratello si staccò dall’azienda per formarne una propria: nacque così la Puma. A questo punto, delle scarpe sportive si accorsero anche i grandi stilisti della moda che cominciarono a proporle nelle loro sfilate. Le scarpe sportive divennero sinonimo di eleganza spigliata. Ma furono soprattutto i giovani a decretarne il successo, basti pensare all’immagine di James Dean nel film “Gioventù bruciata”, per rendersene facilmente conto.

Arriviamo così al 1965, tappa miliare per il nostro racconto. Sempre negli Stati Uniti, lo studente di economia Phil Knigt e l’allenatore della Oregon University Bill Bowerman fondano la Nike. E la Nike propone un modello con una soluzione tecnica innovativa: il sistema Nike Air. Cos’è? E’ il gas pressurizzato posto in alveoli nella suola della scarpa. A partire da questa data, tutte le case produttrici di scarpe da running (e non solo) hanno iniziato un processo di sperimentazione di modelli e di soluzioni tecniche le più disparate e avveniristiche, anche con risultati scientifici di rilievo, pur di apportare tutte le migliorie possibili per il confort e per le prestazioni dei podisti, in base alle loro specificità ed esigenze.

Ora, sono sotto gli occhi di tutti i podisti, i modelli delle scarpe da running, dalle “A1 alle “A8”, i termini come “supinatori o pronatori”, “scarpe stabili o ammortizzanti”, le conoscenze fisiologiche riferibili alla “rullata del piede”, e via discorrendo. Tutti prodotti e situazioni della storia della scarpa da running ancora in via di evoluzione, per la gioia e la passione di tutti i podisti.

 

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