La dieta dopo le abbuffate

Nel gioco del calcio si chiama “giocare di anticipo” e noi vogliamo farlo, indicando il rimedio susseguente a un periodo in cui riconosciamo di aver mangiato molto, sicuramente troppo rispetto a quelle che erano le nostre abitudini, tanto è vero che non riusciamo più ad allacciarci le scarpe con disinvoltura come facevamo in passato, oppure a salire le scale senza avvertire uno strano e inatteso fiatone, e cose di questo tipo. Per cui… si deve “correre” ai ripari.

Però, la dieta deve salvaguardare la salute nel senso lato del termine e non dev’essere mirata esclusivamente alla perdita di peso: un’alimentazione più equilibrata soddisfa i reali e concreti bisogni dell’organismo, dando maggiore tono ai tessuti divenuti flaccidi e più energia, trasformando la sensazione di benessere che ne deriva nel miglioramento dell’umore. Per quanto concerne le tanto discusse quantità degli alimenti da inserire nella dieta, le limitazioni vanno apportate solo nei casi di cellulite con sovrappeso; piuttosto è opportuno indirizzarsi verso una distribuzione più equa degli alimenti  nei tre pasti principali della giornata; pertanto, la prima colazione diverrà diversa rispetto alle abitudini consolidate, mentre il pranzo e la cena avranno delle portate “oculatamente” scelte e selezionate, non come si faceva in passato, con un grado di attenzione sufficiente, ma non meticoloso. Ad esempio, nella dieta devono essere presenti ortaggi, meglio se crudi, frumento e cereali integrali con frutta di stagione i quali, essendo ricchi di fibra, regolano la funzione intestinale, il che giova in questi casi, poiché sono concomitanti con l’aumento di peso anche problemi di stipsi, o comunque di un’evacuazione irregolare. E’ ovvio che si eviteranno cibi contenenti grassi animali, alcol, piatti preparati in maniera elaborata (leggi “intingoli”), dolci con creme e panna…, insomma, ci siamo capiti.

Ora, proviamo a stilare una scheda seguire, che vada appunto dalla prima colazione fino alla cena:

                     prima colazione

  • spremuta di agrumi, o integratore di vitamina C, o di fruttosio;
  • cereali integrali in una tazza di latte scremato, o in una di yogurt magro;
  • tè o caffè con un cucchiaino di fruttosio;

                     spuntino (a metà mattinata)

  • un frutto, ad eccezione di banana e frutta secca;

                    pranzo

  • pasta o riso, con poco pomodoro;
  • carne o pesce magri non fritti;
  • verdura mista con un cucchiaio di olio extravergine;
  • mezzo panino;
  • acqua minerale (non gassata);

                    spuntino pomeridiano

  • come lo spuntino della mattina;

                    cena

  • minestra di verdura con poca pasta;
  • carne bianca, o bresaola, o uovo non fritto;
  • verdura mista con un cucchiaio di olio extravergine;
  • mezzo panino;
  • acqua minerale (non gassata).

Questo è lo schema base. Ovviamente, se il soggetto interessato è un podista abitudinario, risulta avvantaggiato, perché avrà modo di smaltire “i grammi” in eccesso più facilmente, rispetto ad un altro ad esempio che ha una frequentazione degli allenamenti maggiormente episodica. Ormai è acclarato: il podista assiduo acquisisce nel tempo una funzione metabolica di smaltimento del grasso in eccesso che definire ottimale non costituisce alcun azzardo.

Comunque, per chiudere il discorso, sentiamo di darvi un consiglio: non cestinate la scheda, subito dopo averla letta, pensando di averla memorizzata a dovere. Purtroppo, facendo gli scongiuri, quando meno ve lo aspettate, potreste averne bisogno; e solo in quel malaugurato frangente potreste accorgervi che darle un’occhiata sarebbe già una forma di sollievo.

 

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