Le barrette energetiche

L’alimentazione del podista non si dovrebbe mai discostare troppo da quella che potremmo definire “alimentazione naturale”, da quella cioè caratterizzata da nutrienti tradizionali e basilari, quali pasta, pane, olio, carne, frutta e via discorrendo, distribuiti organicamente durante l’intero arco della giornata, prima o dopo l’impegno sportivo. Ma al podista moderno capita sempre più spesso di dovere approssimarsi all’allenamento previsto con poco tempo a disposizione, sia per impegni di lavoro, sia per il tipico andamento molto stressante del vivere cittadino. Per cui, e per fortuna, deve ricorrere a quelle quasi miracolose produttrici di energie costituite dalle barrette energetiche.

Egli sa che prima e durante uno sforzo prolungato deve preferire barrette a rapida digeribilità, quindi aventi pochi grassi, con rilevanti componenti di carboidrati di pronta assimilazione per il suo organismo. Allo stesso tempo, sa che dopo l’impegno sportivo è preferibile che assuma barrette di tipo proteico, per un rapido reintegro delle scorte energetiche utilizzate nello sforzo, ed anche per ricostruire le fibre muscolari “logorate” dallo sforzo fisico. Stiamo parlando, evidentemente, di un podista sufficientemente esperto, di uno che sa distinguere, ad esempio, fra barretta energetica e merendina. La barretta è un alimento “organizzato”, contenendo in maniera equilibrata un’ottima e adeguata somministrazione di sostanze utili per un organismo che è stato sottoposto a intenso lavoro fisico; mentre la merendina non ha nella sua concezione il “soccorso mirato” per il riequilibrio metabolico dell’organismo che è stato minato dall’impegno sostenuto, essendo costituita per lo più da zuccheri raffinati e grassi, di solito di bassa qualità con l’aggravante di essere aromatizzati e colorati e perciò di bassa qualità.

Quindi, a quali criteri deve rispondere una barretta energetica per le esigenze dei podisti, da quelli esperti a quelli che “stanno imparando il mestiere”? Tra l’altro questi ultimi, essendo facilmente in sovrappeso, “faticano” di più nei loro allenamenti e, sicuramente più degli altri, avrebbero bisogno di un immediato recupero. La risposta è facile. La barretta è indispensabile che sia nutriente, con ingredienti naturali, che abbia un apporto calorico controllato, pochi zuccheri, una spiccata varietà di nutrienti (fibre, proteine, vitamine) e soprattutto pochi grassi.

Siamo in grado a questo punto di comprendere come la scelta della barretta energetica deve essere indirizzata al tipo di allenamento che dobbiamo sostenere, fermo restando che ci troviamo nell’ipotetica impossibilità di attenerci ad un’alimentazione naturale. Possiamo dividere i nostri allenamenti in tre tipi, aerobico, lattacido e di potenziamento, nel prepararci… alla barretta corrispondente.

Allenamento aerobico – La barretta deve avere una prevalenza di carboidrati semplici e complessi. Sono indicati fruttosio, malto destrine, amidi, vitamine e sali minerali. Le proteine è meglio siano contenute in proporzioni ridotte, a causa della loro laboriosa digeribilità.

Allenamento lattacido – La barretta sarà essenzialmente alla frutta, oppure ai cereali, con la presenza di alimenti alcalinizzanti, quali frutta, cereali,  miele, nonché neutri come il fruttosio e le maltodestrine.

Allenamento di potenziamento – La barretta sarà decisamente proteica, a base di latte, di uova, di aminoacidi a catena ramificata e con la quasi assoluta mancanza di grassi, per non ostacolare ulteriormente l’impegnativa digestione determinata dalla presenza delle proteine.

Attenzione però a non farne un uso smodato: le barrette energetiche sono molto pratiche da trasportare e, una volta acquistate, sono facili da consumare, perché non richiedono nessuna preparazione e sono anche decisamente utili, dal momento che contengono gli alimenti giusti per il podista. Ma ricordiamo ciò che si trova scritto nel bugiardino della confezione di qualsiasi integratore: il prodotto non deve essere considerato un sostitutivo dell’alimentazione naturale.

 

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