Se si spera nella pioggia…

51317530 Actor Jamie Dornan filming a scene where he runs through the rain on the set of 'Fifty Shades Of Grey' in Vancouver, Canada on January 29, 2014. After the scene Jamie was visibly cold and needed some towels and a hot drink to warm up. FameFlynet, Inc - Beverly Hills, CA, USA - +1 (818) 307-4813

Al podista abitudinario può capitare di sperare nella pioggia, cioè che per motivi vari, i quali adesso andremo ad esaminare, non abbia voglia di allenarsi. Può capitare, forse è anche giusto che capiti, ad un podista cosiddetto a “360 gradi” che corra… “360 giorni” all’anno! Quindi, senza per questo volergli imbastire una sorta di processo, che lo vedrebbe assolto con formula piena perché “il fatto non sussiste”, approfondiamo un poco l’argomento per quella rarissima occasione in cui non senta gli stimoli giusti per uscire a correre e che per tanto speri in un qualche… “aiuto dall’alto”!

Si chiama “mancanza di motivazione”, questo strano e insolito caso di disaffezione alla pratica quotidiana preferita. E’ uno dei momenti più difficili per chi è dedito ad uno sport prettamente individuale. La domanda, interna, che il podista si pone in questi casi è: “Ma chi me lo fa’ fare”? Essa denota una sorta di malessere aprioristico che ha varie possibili cause, tutte riconducibili quindi ad uno stato soggettivo travagliato, o comunque disturbato.

La prima ipotesi che si può fare è che, proprio i molti chilometri che il podista è abituato a percorrere, ne abbiano procurato una certa stanchezza, intesa anche in senso psicologico, per cui egli senta la necessità interiore, inconfessabile a quella esteriore…, di riposare. La pioggia che si auspica cada, altro non rappresenterebbe che un comodo alibi.

Altro esempio è quello del perdurare di un lungo, sia pur lieve, infortunio, contro il quale il nostro podista sta lottando da tempo, senza riuscire evidentemente a risolvere del tutto. Ogni volta che corre, questo lieve impedimento lo accompagna, come un campanellino d’allarme sempre pronto ad entrare in funzione. Tale snervante “presenza” può averlo indotto a sfiancarsi mentalmente, perché la stanchezza molte volte non è affatto solamente fisica, ma mentale. La stanchezza mentale, infatti, non possiede la capacità di manifestarsi per così dire in pratica, con segnali sia muscolari che tendinei e ossei. Così, “ripiega” con la mente, avvolgendola di apatia.

Nelle migliori delle ipotesi, questa mancanza di volontà, potrebbe essere stata causata dall’aver dormito poco o male, o dall’aver digerito male l’ultimo pasto, o dalla consapevolezza del disporre di poco tempo per l’allenamento e quindi di non poterlo svolgere con la consueta meticolosità. Tutte situazioni, come si vede, che allontanano la concentrazione, ma soprattutto la voglia di infilare le scarpette e di andare incontro alla felicità…

A voler essere cattivi, dobbiamo considerare anche l’evenienza che il podista in argomento, non avendo raggiunto gli obiettivi che si era prefissato, manca di quella spinta che in precedenza lo aveva attivato, quando cioè gli incoraggianti successi parziali conseguiti lo avvicinavano al risultato programmato. In mancanza di tale convinzione, di potere effettivamente riuscire nello scopo sportivo, può aver determinato una mancanza di stimoli a proseguire una certa attività, spinta nella direzione delle uscite assidue e “tirate”, come si dice in gergo. Quella che una volta non “faceva né caldo e né freddo”, la pioggia, e si usciva a correre perfino più baldanzosi come se si trattasse di una sfida contro gli elementi naturali, ora è vista con… “maggiore ponderatezza”, tale da sconsigliare, e di rimandare, l’uscita stessa.

Possono chiaramente anche verificarsi cambiamenti di natura personale ed affettiva che niente, in apparenza, hanno a che fare con la corsa. Ecco, questa è la verità, a volte: le situazioni familiari e lavorative “sembra” non influiscano, ma lo fanno, eccome! In quest’ultimo e deprecabile caso, non possiamo fare altro che augurare al podista che… “piova”; pardon, battutaccia a parte, che possa risolvere al più presto i suoi problemi.

Questa voce è stata pubblicata in Amici al bar. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento