Alla scoperta dell’agopuntura

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La nostra civiltà deve a quella cinese diversi contributi, come la polvere da sparo, che noi napoletani abbiamo convertito in simbolo di pace e non di guerra mediante i fuochi artificiali, gli spaghetti, diventati un simbolo della nostra identificazione culturale nel mondo intero e, forse non ci crederete, perfino l’agopuntura, una pratica medica molto diffusa, ma poco conosciuta, che per altro può riservare ai podisti una validissima alternativa ai loro problemi terapeutici. Non a caso, si narra che a un cacciatore cinese di circa 3000 anni fa, sofferente di sciatica, venisse colpito da una freccia all’altezza del malleolo e che, alla sua estrazione, la patologia scomparve. A quel tempo, vigeva la convinzione, sopravvissuta poi in tutte le civiltà antiche, che la natura fosse popolata da demoni e da forze avverse che andavano combattuti con strumenti parimenti aggressivi con i quali lottare contro le regioni del corpo dove il male si era manifestato. E gli strumenti aggressivi coi quali aggredire il male furono quindi subito rappresentati dagli aghi. In un certo qual senso, possiamo dire che l’agopuntura è stata la primissima forma di intervento chirurgico…

Ora noi ne ridiamo, a vedere questa “invasione” cinese nella nostra società, ma la millenaria cultura cinese ha avuto uno sviluppo diverso da quello occidentale, per molti versi sorprendente, per chi come noi è nato e cresciuto in contesti neanche paragonabili a quelli orientali e che sulla cui storia pochissimo sappiamo, a parte qualche massima di Confucio, o qualche impresa di Gensis Khan. Ma nella loro realtà sociale, i cinesi ritenevano che la vita di tutti i giorni fosse paragonabile ad una serie di azioni ben precise. Ad esempio, il portare l’acqua alle risaie o ai declivi dei terrazzamenti, o anche il fornire energia al corpo umano, era considerata una pratica simile ad una azione dell’aggressione dell’uomo contro il male; per cui s’immaginò che attraverso sottili canali del corpo umano scorresse un’energia con ritmi alterni che seguivano gli orari del sole, della luna e delle stagioni. Quando il male attaccava questa o quella regione, si faceva una diga, bloccando la possibilità che questo si propagasse verso altri organi e che potesse provocare la malattia. I canali, tutti collegati tra loro e sotto l’influsso delle leggi che governano la natura, dovevano essere chiusi a seconda delle esigenze che via via si presentavano all’intervento terapeutico. Gli strumenti per raggiungere lo scopo, come detto, erano gli aghi. Da qui, dunque, l’agopuntura; dovuta per altro anche alla pratica impossibilità per la cultura cinese, di effettuare autopsie, per la preclusione legislativa che le vietò per lunghi secoli. Quindi, l’agopuntura nasce e si diffonde in Cina, soprattutto come risultato del tentativo dell’uomo di trovare una cura alle malattie mediante una conoscenza per così dire naturale e fisiologica.

Ma, a conti fatti, come funziona l’agopuntura? Può il podista trarne un qualche beneficio? Si può dire che l’azione dell’agopuntura sia duplice. Da un lato, stimola terminazioni nervose periferiche che a loro volta inviano messaggi ad aeree del cervello dove si stimolano sostanze capaci di innalzare la soglia del dolore. Da un altro lato, è localmente decontratturante, utilissima quindi nei casi di spasmi muscolari. Le patologie curabili con l’agopuntura sono le cervicalgie, le gonalgie, le sciatalgie, le lombosciatalgie, le coxalgie.

Come può fare un podista a capire che l’agopuntore al quale si rivolge è bravo? E’ difficile dirlo, anche perché la pratica dell’agopuntura non affonda le sue radici nell’ “immaginario collettivo” del paziente medio italiano. Ma visto che ormai l’agopuntura ha assurto notevoli meriti tanto da accedere alle università, diremmo di far caso a quanti aghi faccia ricorso l’agopuntore al quale ci siamo rivolti: uno bravo, dovrebbe usarne relativamente pochi. E per finire, un avviso ai podisti campani: ci giunge notizia che al Loreto Mare di Napoli ci sia un ottimo centro di agopuntura. Auguriamoci di no, ma chi ne avesse necessità….

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