Una pratica ormai quasi sconosciuta: il cross

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Uno dei fenomeni più caratteristici che accompagnano le domeniche agonistiche degli amatori del podismo è la quasi completa dismissione (stavamo per dire “rottamazione”…) del cross. Eppure, ai fini di una preparazione invernale atta a sviluppare tutte quelle capacità atletiche che rifulgeranno nel periodo primaverile, il cross rappresenta sotto diversi aspetti un allenamento indispensabile. Vediamo perché.

Molto probabilmente, l’abbandono della corsa campestre si deve ad una duplice motivazione. Innanzitutto, dal pullulare delle gare domenicali, che inducono a non pianificare l’intera stagione sportiva, distinguendola sotto gli aspetti preparatori e agonistici veri e propri. Fino a pochi anni or sono, nel periodo invernale, si provvedeva ad “irrobustire” l’organismo, attivando tutte quelle tematiche indirizzate allo scopo. Quindi, palestra, fondi lenti…, e corse campestri, che erano l’ideale mezzo di unione fra potenziamento e stimoli agonistici. Essenzialmente, come forse non solo gli atleti anziani sanno, i volantini delle gare di cross non hanno bisogno di specificare che si svolgeranno “con qualsiasi condizione atmosferica”, tutt’altro. Anzi, ben vengano pioggia e freddo, così renderanno il terreno della competizione più duro e forgiante, che è poi quello che si chiede ad una gara di cross. E non avranno nemmeno la necessità, gli organizzatori, di specificare, per ovvi motivi, che “ci sarà un adeguato servizio per il controllo del traffico cittadino”. L’altro motivo, certamente più “nobile” è di natura pedagogica, perché si rivolge alle categorie giovanili. Con il cross è facile e bello mettere insieme tanti ragazzi, nel verde, nella natura, in un sito riservato e sicuro, e farli sgambettare in allegria. Erroneamente, si è ritenuto che il cross quindi fosse di pertinenza esclusiva delle categorie giovanili, mentre in realtà è disciplina utilissima per tutti i podisti di qualsiasi età.

Ma se siamo riusciti a pungolare qualcuno e a fargli scattare la fatidica molla della partecipazione a uno sporadico cross che ancora sopravvive nella mentalità di una qualche oscura organizzazione, ebbene siamo per così dire obbligati a dargli dei consigli su come “attrezzarsi” alla bisogna. Facciamo dunque una specie di elenco di cose da fare, nella speranza di non dimenticare nulla di importante e nella convinzione che comunque qualcosa ci sfuggirà…, e della cui evenienza ci scusiamo fin d’ora:

  • La borsa deve contenere due tute, tre paia di scarpe (quelle da usare in gara. meglio se chiodate), eventuali pinze e chiave per i chiodi, vaselina (da applicare sulle scarpe da gara, così il fango non si attaccherà troppo), due impermeabilini (uno smanicato), due berrettini, guanti e… l’occorrente per una doccia o… lavaggio similare.
  • In gara cosa indossare? Se non fa’ molto freddo, possono bastare pantaloncini e canottiera, altrimenti ci si può proteggere con una maglietta, a maniche corte o lunghe, sotto la canottiera e con dei pantaloncini da ciclista, a seconda… del grado di sopportazione del singolo soggetto.
  • Effettuare un rapido controllo delle condizioni del terreno di gara per capire, nel caso si volessero indossare le scarpe chiodate, di quanti millimetri debbano essere i chiodi: se l’erba e il fango sono notevoli, occorreranno i chiodi da 12 mm, mentre viceversa potrebbero essere sufficienti quelli da 6 mm.
  • Poiché le gare di cross si svolgono in inverno e fa’ quindi molto freddo, a maggior ragione si deve fare un po’ di riscaldamento. Ecco il perché… delle tre scarpe. Occorre dotarsi di un paio di scarpe solo per il riscaldamento, a meno che non si voglia utilizzare lo stesso tipo di scarpe sia per il riscaldamento che per la gara stessa. In ogni modo, è chiaro che se si volesse gareggiare con le chiodate, il necessario riscaldamento andrebbe fatto con scarpe cosiddette normali.
  • Alla partenza si deve sapere con quale spirito si è andati a gareggiare. Poiché è difficile, nel fango o in terreni accidentati, operare sorpassi, è opportuno mettersi in prima fila per evitare concitazioni, oppure nella “pancia” del gruppo ed aspettare che si esaurisca la prima convulsa fase della gara per poi “capire” l’andatura da tenere e da mantenere nel prosieguo della competizione.
  • Durante la gara si dovranno mettere a frutto tutte le conoscenze acquisite in merito alla tecnica di corsa e alla capacità di adattarsi ai dislivelli, nonché asperità del percorso, cercando di mantenere sempre la giusta ed equilibrata postura nel mentre ci si concentra nella sollecitazione delle gambe.
  • Dopo la gara, per gli specialisti, defaticamento e sciacquatura sommaria delle scarpe (una volta a casa, pulitura accurata, anche con vaselina nella filettatura dei chiodi) e, per chi ha svolto solo un utilissimo allenamento, la piacevole sensazione di avere compiuto una piccola grande impresa podistica.
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