Un atto d’amore “volontario”

Save the Light Half-Marathon 2009

Una cosa, dovrebbero fare i podisti, almeno una volta nella loro carriera agonistica: il volontario. Diciamo così, perché in quelle occasioni che hanno richiesto la nostra collaborazione, assolutamente gratuita e disinteressata, ci siamo resi conto che rendersi utili ai podisti, atleti e organizzatori, è come vivere la gara in un senso più ampio e sentimentale: è un atto d’amore.

Ci trovammo a Mondragone, in una caldissima mattinata di giugno, infortunati e intristiti, a salutare alcuni amici convenuti sul posto per distribuire una bevanda di sali minerali  a coloro che avessero portato a termine la gara. Si trattava di sistemare su di un paio di tavolini dei bicchieri di plastica dentro i quali versare il prezioso liquido, che sicuramente sarebbe stato gradito a chi avesse corso sotto quel sole cocente. Offrii la mia collaborazione d’istinto, come se avessi voluto partecipare lo stesso alla manifestazione ed anche perché mi faceva piacere rendermi utile agli amici. Colsi, nel loro sguardo riconoscente, la sensazione che comunque non sarebbe stato facile provvedere alla circostanza e, a pensarci bene, non poteva che essere così. Quando infatti si partecipa ad una qualche gara, come concorrente, ci si accorge di quanto i ristori siano quasi deserti per coloro che arrivano nei primi posti, ma di quanto poi diventi una bolgia, allorché arrivano in gruppo.

Ci organizzammo per tempo: sistemammo un gran numero di bicchieri sui tavolini, preparammo diverse pile di confezioni a portata di mano, sacchetti di plastica poco oltre per consentire un… corretto smaltimento dei rifiuti…, insomma, tutto a posto. Avvenne che poi, arrivati più o meno i primi venti atleti,  ci… ricredemmo sulla nostra efficienza…, anche se riuscimmo abbastanza bene… nell’impresa, che non si esaurì con l’arrivo dell’ultimo concorrente, giacché subito dopo dovemmo provvedere al… ripristino delle condizioni di partenza dello spazio che avevamo interessato. Però, fu una bellissima esperienza.

Intanto, ci sembrò di avere ugualmente partecipato alla gara e, in effetti, eravamo nell’ambiente a pieno titolo. Poi, fu sorprendente e bellissima quella sorpresa di sentirci ringraziare da tanti podisti con quel filo di voce che gli era rimasto in gola, al punto che avremmo voluto versargli più sali minerali, solo se ne avessimo avuto l’opportunità. Eravamo felici come loro per aver portato a termine la gara e con tutti ci complimentavano di cuore, perché in un certo senso avevamo corso anche noi. Fu una gioia profondissima riuscire ad essere utili a tanti amici, molti dei quali erano stati nostri fieri avversari e che in quell’occasione ci sorridevano contenti nel riconoscerci.

A distanza di tanto tempo, ancora ci rimane quel senso di profonda soddisfazione di aver in fondo ricambiato un favore che il podismo ci fa’ ogni qual volta che partecipiamo ad una gara. Quasi quasi saremmo tentati di suggerire caldamente a tutti i podisti di fare questa esperienza, una o più volte, durante la loro carriera agonistica: la soddisfazione e la gratificazione che ne conseguono ci autorizzano a pensare che siamo, podisti e persone, incredibilmente fortunati.

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