Bob Beamon e quel “volo” in lungo

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Anche l’Atletica Leggera ha vissuto degli episodi incredibili, capaci di assurgere a leggenda, non solo il calcio, il ciclismo, o altri sport. La Cuneo Pinerolo di Fausto Coppi, il gol di gol di Diego Armando Maradona contro l’Inghilterra a Città del Messico…, a proposito di Città del Messico, luogo evidentemente magico per le imprese sportive…, come non ricordare l’eccezionale salto in lungo di Bob Beamon alle Olimpiadi del 1968. Altri se ne potrebbero annoverare, in vari sport, di questi gesti, che hanno perfino prodotto negli spettatori la sensazione di aver assistito a qualcosa di soprannaturale. Ma forse, in quanto a meraviglia suscitata, il salto di Beamon li supera tutti.

Lo scenario, come detto, sono le Olimpiadi di Città del Messico, anno di grazia 1968. In un grigio e piovoso pomeriggio sono in pedana i saltatori. Al primo turno tocca ad un saltatore statunitense, Bob Beamon appunto, che ha un personale di 8,19m, un buon saltatore, in lizza sicuramente per una medaglia. Egli effettua una lunga rincorsa a velocità accelerata, come si deve fare per giungere alla linea di battuta in buona velocità. Stacca a pochissimi millimetri e spicca correttamente il gesto del salto in alto, per aumentare la linea di parabola del salto stesso, affinchè possa atterrare più lontano possibile. E in effetti atterra molto lontano, tanto da sembrare per qualche istante sospeso in aria, per altro, a piedi uniti e senza cadere all’indietro, guadagnando così molti centimetri alla misura. Chi scrive “saltò” letteralmente sulla sedia nel vederlo: gli parve per davvero che non… atterrasse più! Fu un qualche cosa che non aveva mai visto! Anche i giudici addetti alla misurazione… si trovarono in difficoltà; non riuscirono a misurare con i normali strumenti e dovettero fare ricorso al decametro a nastro previsto per i casi di emergenza. Tutti, Beamon compreso, restarono in attesa per lunghi minuti in attesa del responso ufficiale. Tutti, nel senso tutto lo stadio. Poi, il risultato: 8,90m! Record mondiale, ovvio. Ma si era migliorato il precedente record del russo Igor Ter-Ovanesjan (8,35) di oltre mezzo metro! Fino a quel momento, si era passati, di record in record, ad una media di 10-15 cm per volta. Incredibile!

Si è molto discusso di questa impresa, come quando si studia e si analizza un prezioso reperto archeologico, approfondendone gli svariati dettagli, per ben collocarlo in una dimensione umana, al pari di un prodotto delle capacità dell’uomo e delle sue possibilità. Un matematico, Donald Potts, calcolò che a quell’altitudine, a quella velocità del vento (nei limiti dei 2 metri al secondo), Beamon non in altura avrebbe saltato 8,56m, certificando per così dire l’eccezionalità della prestazione.

Sì, d’accordo, Donald Potts calcolò, in base a tutti i parametri, quanto avrebbe saltato Beamon, ma nessuno al mondo, nessun esperto, potrà mai calcolare quanta emozione suscitò nel nostro cuore!

 

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