Le “chiodate”

Quando si parla di podismo, si parla quasi esclusivamente di corsa su strada, non di corsa su pista; ne sono prova le varie categorie di scarpe da runner in commercio, se ne contano ben 8, di cui solo una, la cosiddetta “chiodata”, è destinata alla pista. Sarà perché i chiodi incutono timore? Sarà perché si ritiene che le chiodate siano riservate solo a runner specializzati? Sarà perché si pensa che il salud-campo-de-la-pista-zapatos-para-correr-los-picos-de-los-zapatos-para-correr-deprezzo di queste particolari scarpe non sia accessibile ai più? Niente di tutto questo. E’ che il fenomeno corsa su strada si è troppo espanso, a fronte del suo migliaio di partecipanti per ogni manifestazione, per cui il solo pensare di trasferire l’avvenimento alla pista è pura follia. Ma ciò non fa’ altro che ingigantire la forbice fra il podismo su strada e quello su pista, che poi si traduce in zero medaglie alle Olimpiadi…

Vediamo dunque di conoscere un poco di più queste scarpette, che dovrebbero costituire un elemento comune della pratica podistica, o almeno dovrebbero essere un elemento quanto più comune possibile della pratica sportiva.

Cosa sono le scarpe chiodate? E’ un tipo di calzatura costituita da una suola rigida sulla quale sono applicati dei chiodi al fine di ottenere una migliore presa della scarpa col terreno. E’ noto che nella falcata del podista ha molta importanza la capacità della scarpa di spinta che essa “raspi” il terreno, perché ciò le consente una spinta migliore. Le scarpe per la strada, ad esempio, sono belle, comode e rilasciano la spinta, ma un po’ “scivolano” sempre, cioè non danno la spinta per intero, perché mancano di quel contatto “certo” col terreno: un po’ come se si saltasse in alto senza fare la battuta.

Col tempo poi, naturalmente, le scarpe chiodate si sono evolute: ne esistono di vari tipi. Quelle per la velocità hanno una suola dura, dal momento che la loro priorità dev’essere l’ottimizzazione della spinta, nella rapida durata della corsa. Quelle per il mezzofondo, invece, richiede una suola più morbida a motivo della necessità di ammortizzamento maggiore richiesto in questo tipo di gare. Ma ce ne sono, su pista, anche altre, non solo quelle per la corsa. Ad esempio, quelle per i salti, dove si trovano i chiodi distribuiti lungo tutta la suola e non soltanto sull’avampiede, come avviene per altre scarpette. Non si usano invece del tutto, le scarpe chiodate, per le gare di marcia.big_93edfa3db59a4f93a5b3395b868026fc

E i chiodi? I chiodi hanno una lunghezza variabile, dai 4 ai 12 mm. Per regolamento, la lunghezza non deve superare il limite dei 6 mm. Ci si domanderà: ma allora perché si arriva a stabilire la lunghezza massima di 12 mm? Perché le scarpette chiodate sono consigliate anche per i cross, che sono quelle gare sempre più trascurate, proprio come avviene per le gare su pista. In queste gare, tipicamente invernali e utili per il potenziamento delle gambe, può capitare, anzi capita quasi ses-l225mpre, che il terreno per le condizioni climatiche del periodo sia scivoloso, o fangoso, o erboso. Ecco che “corre” in soccorso del podista la scarpetta chiodata. E quando il terreno lo richiede, una misura dei chiodi inferiore ai 12 mm potrebbe non essere sufficiente a garantire una prestazione adeguata. Infine, potrebbe costituire motivo d’imbarazzo il montare e lo smontare i chiodini. Anche questo caso, ovviamente, è stato previsto. Ogni chiodino ha intorno una parte esagonale a forma di piccolo bullone. Usando un’apposita chiavetta, si risolve il tutto in pochi secondi.

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