La gara di Scafati

Come è ormai nostra bella consuetudine ci rechiamo alla gara “Maratonina di Scafati”, quest’anno giunta alla sua quinta edizione, sicuri di essere accolti dall’ottima organizzazione dell’APD Atleticquinta_mara Scafati del presidente Carlo D’Ambrosio.

Se le parole però hanno un senso, Scafati induce in chi vi si reca una certa perplessità e un certo timore. Scafati vuol dire, detto al singolare, “smaliziato”, “esperto”, “furbo”. Declinato al plurale poi, sembra volerci far intendere che dobbiamo stare attenti, perché sono molti i cittadini di questa città che hanno la prerogativa di… non essere ingenui. Eppure, abbiamo più volte gareggiato a Scafati, e ci siamo in tutte le occasioni ritrovati con gente squisita e ospitale, diremmo generosa. Ma, allora, dobbiamo cercare di capire, sia pure rapidamente, perché il dovere di cronaca è prioritario.

Circa l’origine del significato dell’eponimo di Scafati, siamo combattuti da due versioni, che però forse si fondono. Da un lato, deriverebbe dall’antico nome del fiume Sarno, Scaphatum, che lo attraversa; da un altro, trarrebbe origine dal latino “scafare” (scafo = baccello, quindi “sgusciato”, “aperto”, “pronto”). Probabilmente Scafati, come Roma, ha nel nome il fatto di essere una città sorta per la vicinanza dell’acqua di un fiumscafati-mune, di avere le case quasi sull’acqua (non a caso Scafati venne definita “la piccola Venezia”…).

Un’ultima curiosità. Sapevate che Scafati ha “donato” un genere alla canzone classica napoletana? Si deve a lei il canto “a fronne ‘e limone”, quel caratteristico canto a note lunghe, gorgheggianti e allusive, usatissimo una volta nei mercati rionali e nei litigi fra comari, nonché nelle trasmissioni di messaggi ai reclusi (anche questo, come si vede, è un sintomo… “dell’apertura mentale” degli abitanti di Scafati).

Ma eccoci alla gara. Nonostante le fosche nuvole all’alba che non lasciavano presagire nulla di buono, la gara si è svolta quasi con il sole, con una temperatura anche abbastanza elevata, ma che non ha impedito agli atleti di esprimere al meglio le loro capacità in un bel percorso interamente asfaltato e veloce, dove due cavalcavia fungevano da “trampolino di lancio”. Ha vinto fra gli uomini, e quindi primo assoluto nela classifica generale, Bensaikouk Taoufik, dell’Erco-Sport, con l’ottimo tempo di 32’ 32”; mentre la “regina di casa”, Annamaria Vanacora si è imposta fra le donne con un per lei consueto 38’ 18”, un tempo che la conferma ai vertici del podismo regionale. Nella classifica riservata alle società ha primeggiato la squadra dell’Amatori Vesuvio. Questo il quadro riassuntivo.

Classifica maschile:

  • Besaikouk Taoufik (Erco-Sport), 323’ 32”
  • Hadam Marek (Podistica Il Laghetto), 33’ 47”
  • Caggiano Michele (Astro 2000 BN-Agropoli), 33’ 56”

Classifica femminile:

  • Vanacore Annamaria (Atletica Scafati), 38’ 18”
  • Palomba Francesca (Astro 2000 BN-Agropoli), 39’ 15”
  • Palomba Filomena (Astro 2000 BN-Agropoli), 39’ 26”

Classifica squadre:

  • Amatori Vesuvio, punti 25676 e 69 atleti
  • Podistica Il Laghetto, punti 22891 e 71 atleti
  • Erco-Sport, punti 19335 e 47 atleti.

Due parole di plauso sono doverose a tutti i collaboratori del presidente Carlo D’Ambrosio, perché hanno reso molto agevole la fatica dei concorrenti, aiutando l’organizzazione della gara sia nell’accoglimento degli atleti sia nella vigilanza del percorso e sia su tutte quelle piccole grandi cose che si rendono necessarie in una gara e… a cui si sente subito l’impulso di voler partecipare anche l’anno prossimo.

 

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