Il riposo del podista

Podisticamente parlando, in tutti i programmi di allenamento è sempre previsto il riposo, almeno un giorno a settimana. Eppure, al riposo in senso stretto, pochi tecnici e molti podisti non dedicano la stessa attenzione riservata alle altre sedute di allenamento, determinando in quasi tutti gli appassionati una vaga conoscenza di quello che resta pur sempre un valido componente della formazione podistica.

Il riposo è considerato necessario, per consentire una pausa all’organismo nella ricomposizione dei danni causati dall’esercizio della corsa. Questa è la norma. Per l’uomo civile. Spesso si dimentica che il riposo, nell’uomo, è giornaliero, corrispondente al riposo notturno. Ma, evidentemente, oggi non è come un tempo, quando l’uomo faceva uso del suo corpo in tutti i momenti della giornata, anche sul piano degli spostamenti fisici. Oggi l’uomo che fa’ sport, cioè che attiva il suo orgblog-paperino-ronfasuamacaanismo in una seria attività fisica, è “merce abbastanza rara” e deve consentire al suo corpo un certo recupero. Diciamo che ciò avviene in proporzione alla sua età: via via che essa aumenta, aumenta il periodo di riposo settimanale occorrente per il pieno ripristino delle capacità organiche, fermo restando (non dimentichiamolo mai) che la corsa è sempre un fattore soggettivo. Così, mentre ad un podista relativamente in giovane età potrebbe essere sufficiente una giornata di riposo a settimana, ad un altro, “anagraficamente più gravato”, il riposo potrebbe intendersi come alternativo al giorno di allenamento. Anzi, si potrebbe stabilire una tabella del giorno di riposo in base all’età, a partire dalle categorie Master: dai 35 ai 45, un giorno di riposo a settimana; dai 50 ai 55, due; dai 60 ai 65, tre; dai 70 e oltre, 4.

In realtà, la forma migliore di riposo, l’ideale secondo noi, è il cosiddetto “riposo atticorsa-stanchezzavo”, quella corsa molto lenta che consente ai muscoli e ai tendini di rilassarsi, di recuperare i traumi della corsa mediante un vero e proprio “massaggio” delle parti indolenzite con il ritmo lentissimo della corsa. In effetti, l’efficacia di un massaggio consiste proprio nel “liberare” i muscoli dalle “scorie” della fatica, rendendoli “lisci” e flessibili come erano nelle condizioni di freschezza muscolare. Il riposo attivo consente proprio questa possibilità. Certo, delimitando il suo periodo di attività entro l’ora, altrimenti si deborda nella corsa lunga lenta e si vanifica l’efficacia del “massaggio”.

Questo è il motivo per cui si avverte un certo disagio quando incominciamo a correre, non soltanto dopo il giorno di riposo: quando il nostro corpo riposa, si adagia, “sprofonda”… si può dire, e non vorrebbe rimettersi in movimento, talmente si trova… a suo agio. E’ quello che avviene a noi quando ci troviamo assolutamente comodi in una posizione e non vorremmo più muoverci. E’ la stessa cosa. Per evitare questa difficoltà, in passato qualche podista assiduo, quello per intenderci che corre 6 giorni a settimana, ha sperimentato di effettuare il giorno di riposo al venerdì, anziché al sabato, con l’intento di… “allievare” le pene di cui sopra, ma ottenendone risultati modesti. In realtà, il giorno di riposo precedente la gara, o susseguente, è il più indicato per consentire una pausa all’organismo che è stato in un periodo ristretto di giorni sottoposto a stress. Stesso discorso vale per il giorno di riposo successivo a quello della gara: in alcuni casi, il riposo è l’unico rimedio consigliabile per la ricostruzione di tutte le strutture fisiche affaticate.

Per una più completa comprensione e definizione della questione “riposo del podista”, andrebbe anche fatta una chiacchierata informale di un certo tipo. Non è un rimprovero agli amici podisti, per carità, si tratta solo di una racp8122631-300x225comandazione. Per “riposo” non si deve intendere che “non si corre”, e basta. Il riposo deve essere “universale”, nel senso che non ci si deve stancare in altre attività che non siano la corsa. E’ perfettamente inutile, ad esempio, che io non corra per riposare e poi in realtà faccio gli straordinari sul lavoro, mi dedichi alle pulizie totali della casa, vada a fare shopping per tutti i supermercati restando in piedi per otto ore…, e via discorrendo. Se dev’essere riposo, riposo sia. Anche dal punto di vista mentale: durante la giornata dedicata al riposo, è meglio dedicarsi magari ad un hobby, a bighellonare per casa, a leggere un buon libro, insomma a fare qualcosa che niente, ma proprio niente, abbia a che fare con la corsa, o che abbia a che fare davvero in minima parte.

D’altronde anche Dio, a quanto pare, il settimo giorno si riposò….

 

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