La regina declassata ad ancella

Quindi, veniamo ai fatti: i Giochi della XXXI Olimpiade 2016 di Rio de Janeiro si sono conclusi; le 2.488 medaglie sono state sono state consegnate ai vincitori; l’Italia, in Atletica Leggera non ha vinto nessuna medaglia. Podisticamente, è una vera e propria mazzata.

Atteniamoci sempre ai fatti e vlogo-olimpiadi-brasile-rio-2012ediamo in concreto le 28 medaglie italiane:

8 medaglie d’oro: Niccolò Campriani (Tiro a segno), Niccolò Campriani (Carabina 10m), Gregorio Paltrinieri (Nuoto, 1500m), Elia Viviani (Ciclismo su pista), Gabriele Rossetti (Tiro, skeet), Diana Bacosi (Tiro, skeet), Daniele Garozzo (Scherma, fioretto), Fabio Basile (Judo).

12 medaglie d’argento: scherma (Spada maschile a squadra), Rachele Bruni (Nuoto, 10 km), Chiara Cainero (Tiro, skeet), Pallanuoto (squadra femminile), Elisa Di Francisca (Scherma, fioretto), Marco Innocenti (Tiro, douple trap), Giovanni Pellielo (Tiro al volo), Pallavolo (squadra maschile), Rossella Fiamingo (Scherma, spada), Daniele Lupo e Fabio Nicolai (Beach Volley), Tania Cagnotto e Francesca Dallapè (Tuffi, trampolino sincronizzato), Odette Giuffrida (Judo).

8 medaglie di bronzo: Tania Cagnotto (Tuffi, trampolino), Gabriele Detti (Nuoto, 1500m), Gabriele Detti (Nuoto, 400 stile libero), Canottaggio (4 senza), Elisa Longo Borghini (Ciclismo su strada), Canottaggio (2 senza), Pallanuoto maschile, Frank Chamizo (Lotta Libera, 65 kg).

il medagliereUna bella schiera, come si vede. Ma quali sono gli sport che, pur presenti a Rio, non sono riusciti ad entrare in medaglie? Sono (in ordine alfabetico): Atletica Leggera, Equitazione, Ginnastica, Golf, Pentathlon, Sollevamento Pesi, Tennis, Triathlon, Vela. Comunque, è sull’Atletica Leggera che si concentrano le maggiori perplessità, essendo notoriamente considerata la “regina degli sport”, ma che in riferimento alle medaglie conquistate alle Olimpiadi di Rio, poverina, appare declassata: da regina è diventata ancella. Però, non dobbiamo farci prendere dalla frenesia di trovare e accertare subito le responsabilità di questa penosa situazione che, d’altronde, dura da un po’ di anni. Ora, dobbiamo solo aspettarci uno scatto di orgoglio da parte di chi è nella possibilità di fare un’opportuna autoanalisi, di chi in passato (certamente in modo involontario) ha commesso degli errori, affinché si possano trovare delle soluzioni che vadano nella direzione giusta per il bene dell’Atletica Leggera stessa e dei tanti, numerosi appassionati.

 

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