Gli accorgimenti per evitare i crampi

Qualsiasi podista, nel corso della sua carriera sportiva, che sia recente o datata non importa, teme in cuor suo che gli possa capitare all’improvviso un crampo, ovverosia la pratica impossibilità di continuare a correre. Sarà pertanto interessato a questo scritto che ha nelle  intenzioni il cercare di soffermarsi su come prevenire, e possibilmente impedirlo del tutto, questo fastidioso, nonché dolorocrampiso malanno.

Però, non possiamo tentare di approfondire l’argomento senza un minimo di conoscenza, dicono gli esperti, eziologica, cioè circa le cause che lo favoriscono. Esse sono, in ordine sparso: una copiosa sudorazione (caldo o corsa intensa); una eccessiva fase di riscaldamento prima dell’allenamento previsto (protratta ben oltre i 20’ canonici); un repentino raffreddamento dei muscoli al variare della temperatura esterna (anche d’estate durante le prime ore del mattino); un’alterazione della circolazione sanguigna avente cause variabili e soggettive (età o altro); presenza eccessiva di acido lattico (stanchezza); una insufficiente preparazione muscolare antecedente allo sforzo (dovuta magari a causa di mancanza di esercizi specifici).

Quando capita un crampo, si verifica una contrazione, involontaria e dolorosissima, di un muscolo o di un comparto muscolare. Il malcapitato non può fare altro che fermarsi, cercare di allungare la parte muscolare interessata e… pensare che avrebbe fatto bene se avesse fatto attenzione ad una dieta assolutamente equilibrata in cui non fossero mancati liquidi e sali, in particolare magnesio e potassio (da assumere noM_foton soltanto con bevande predisposte e specifiche, ma anche con razioni consistenti di frutta e di verdure che ne contengano in abbondanza). Questo tipo di alimentazione deve precedere e succedere l’impegno agonistico, nel doppio senso di prevenzione-reintegrazione. Ma, come si accennava, non solo alimentazione. Molto importante è la fase preparatoria lontana dall’allenamento o dalla gara. Il podista deve curare i muscoli con regolari esercizi ed accorgimenti anche da fare in casa. Ad esempio, durante i mesi caldi, dormire sempre con un leggero pigiama di cotone a gamba lunga, perché il brusco variare della temperatura durante le prime ore del mattino potrebbe favorire l’insorgere della contrattura involontaria del muscolo, anche per il naturale rigirarsi nel letto. Il semplice espediente di dormire sotto un lenzuolo, non basta: durante il riposo notturno il podista, ma chiunque “dormiente”, non può avere il controllo completo delle proprie posizioni notturne.

Nel caso il problema si ripetesse spesso (ma il podista ha una concezione personale troppo interessata di ciò: cioè, si può facilmente impressionare che sia il suo caso…), bisogna ponderare in modo attento questo avverbio: “spesso”. Che significa “spesso”? Un due o tre casi nel periodo estivo, può essere una norma fisiologica. Altra cosa invece è se il crampo si presenta con la stessa frequenza durante i restanti mesi. In questo caso, potrebbe trattarsi di un problema tecnico (di postura, per meglio dire), oppure clinico, da sottoporre ad uno specialista.

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