Lo stato di “salute podistica” di una nazione

Nel bel mezzo del corso dei Giochi Olimpici di Rio, mentre gli occhi dell’appassionato di atletica brillano per gli incredibili record di alcuni atleti, vien da pensare che lo “stato di salute podistica” di una nazione si vede dai risultati che si ottengono sia in pista, ovviamente, sia (forse soprattutto) in maratona. Dalla lettura dei dati, dei numeri (che non hanno sfumature interpretative), si comprende in maniera incontrovertibile la reale situazione di un movimento sportivo. Prendiamo il caso del record italiano, maschile e femminile, sulla maratona. Cosa ne ricaviamo?

logo-olimpiadi-brasile-rio-2012uomini italianidonne italianeLe vittorie alle maratone olimpiche di Bordin (Seul, 88) e di Baldini (Atene, 2004), per quanto prestigiose e meravigliose, non contano ai fini del conseguimento del record sulla distanza. E’ del tutto evidente che in certe competizioni conta molto di più la vittoria in sé che il conseguimento di un riscontro cronometrico eccellente. Inoltre, i due attuali record italiani,  di Baldini (Londra 2006) e di Straneo (Rotterdam, 2012), cominciano ad essere datati. I numeri ci dicono, in maniera asettica e spietata, che il movimento conosce un periodo di difficoltà.

Dovremmo “correre” ai ripari. L’Atletica Leggera italiana attraversa un periodo di stanca o, se preferite, di appannamento. Si dovrebbe provvedere per tentare di smuovere la situazione. Come? Ma questa è un’altra storia….

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