C’eravamo sbagliati…, l’unione fa’ la forza!

E allora hanno deciso: 8 anni di squalifica per Alex Schwazer! Evidentemente, c’eravamo sbagliati. Pensavamo che la nostra federazione di Atletica Leggera, sotto sotto, alla maniera tipicamente italiana, avrebbe sostenuto la partecipazione di Alex ai giochi, perché una medaglia l’avrebbe sicuramente portata a cas2016-05-08T110258Z_1925117608_S1AETCVTJEAA_RTRMADP_3_ATHLETICS-WORLD_MGTHUMB-INTERNAa Italia. Invece no, siamo stati smentiti dai fatti. In questo, siamo stati un po’ ingenui: non avevamo considerato un particolare che si è poi dimostrato rilevante ai fini della decisione finale. Ne vogliamo parlare? Parliamone.

Che lo “star sistem” della FIDAL avesse voluto escludere di fatto Schwazer dalla partecipazione ai Giochi di Rio è apparso chiaro a tutti, telefonate o non telefonate, provette o non provette, non stiamo qui a discuterne, tanto è stata lampante la “duplice” intenzione di colpire sia Donati che Schwazer che si erano resi responsabili, ognuno con i propri tempi, di mettere in discussione la bontà del sistema italiano dell’atletica. Questi due personaggi si erano permessi di mettere in discussione l’intero apparato federale; l’uno, con la sua alta competenza medica e la sua altissima dirittura morale (alla quale pochi nel mondo possono assurgere); l’altro, con la sincera ammissione di aver commesso uno sbaglio, come se l’ammettere pubblicamente i propri errori non fosse una dimostrazione di coraggio e il primo stadio di un processo personale rivolto all’espiazione della colpa, per poi volere il recupero morale della persona prima dell’atleta. No, questo non dovevano farlo: hanno disturbato il manovratore. Eccolo il punto: qual è la manovra?

La manovra si chiama “candidatura dell’Italia ai Giochi Olimpici del 2014”. Con il caso Schwazer, l’Italia rischiava di non essere presa in seria considerazione, per un “affare” che valica di molto l’ambito sportivo, e lo valica di molti miliardi, di imprese che lavorano ai cantieri, di corruzione e di tangenti che continuano ad imperversare, di un’immagine italiana che mostra davanti al mondo la sua bellissima vetrina, ma che da dietro nasconde i soliti malaffari della politica. In questo ci siamo sbagliati, non aver ricordato che “l’unione fa’ la forza”. Si potrebbe pensare che la colpa non è della FIDAL, né del CONI, ma di Renzi, (il maggiore sponsor della candidatura, che essendo primo ministro…), ma saremmo alla solita pratica italiana dello scaricabarile. La verità è che tutti, FIDAL, CONI, Governo, stampa filogovernativa… Stiamo esagerando, perché arrabbiati? Ma allora come mai i nostri “responsabili” chiamiamoli così, non si sono battuti apertamente contro questa vera e propria gogna mediatica a cui è stato sottoposto Schwazer, soprattutto dopo che gli atleti russi sono stati ammessi ai giochi, alla luce di quello che è stato dimostrato? Perché? Che qualcuno ce lo spieghi. E lo spieghi soprattutto a quel povero ragazzo….

Questa voce è stata pubblicata in Diciamola tutta. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento