L’ultimo tedoforo, la prima grande emozione

I Giochi Olimpici della XXXI edizione non potevano iniziare nel migliore dei modi: il compito di portare la fiaccola al braciere olimpico è stato affidato all’ex maratoneta  Vanderlei de Lima. Gesto bello, commo

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vente, rispondente al pieno spirito sportivo delle olimpiadi e che in fondo, in un certo senso, riscatta il valore di un maratoneta a cui un beffardo destino, nei panni di un folle spettatore, aveva negato la soddisfazione di continuare il sogno nel finale della maratona di Atene, nel 2004. A vederlo lì, commosso, fiero, è sembrato che il mondo intero, non soltanto la federazione brasiliana, gli tributasse un grosso e meritato abbraccio.

Però, attenzione, qualcuno ha detto (non ad alta voce, in verità…) che se non si fosse verificato quell’avvenimento… E allora a questo punto, e non per amor di patria (vinse il nostro Baldini), è forse meglio ricorrio-aperti-i-giochi-olimpici-videoitalia-con-la-pellegrini-portabandiera_c447067a-5b9e-11e6-abf4-035c022eb48a_700_455_big_story_linked_imadare come si svolse quella gara, come dire?, per dare a Cesare quello che è di Cesare e… a Baldini quello che è di Baldini. Lo abbiamo detto, e lo ripetiamo, specialmente adesso che la straordinaria commozione dell’accensione del braciere olimpico da parte di de Lima lascia lo spazio ad un più meditato raziocinio: tutta l’umana comprensione per l’atleta brasiliano, ma l’esito della finale olimpica del 2004 si stava già compiendo quando quel folle gli intralciò la strada.

Domenica, 29 agosto 2004, ore 18,00. Partenza della maratona. Tra i favoriti, Stefano Baldini e, soprattutto, Paul Tergat, non certo de Lima, buon maratoneta, ma non considerato per la possibile vittoria finale. Il brasiliano gioca la carta della sorpresa e scatta in testa. Lo lasciano fare. Tutti coloro che s’intendono di maratona, sanno che la gara, quella vera, comincia intorno ai 30 km. La mezza maratona, solita base di riferimento, è corsa in 1h 07’ 23”, con de Lima ancora avanti, a 15” secondi. Il ritmo non è molto elevato, fa’ caldo e il tracciato prevede un tratto in salita di non trascurabile entità. I km passano. Al 25°, il vantaggio sale a 35”; al 30° a 46”. A questo punto, tre atleti cominciano l’inseguimento. Al 35° km il vantaggio di de Lima scende a 28”. L’atleta che conduce l’inseguimento e ha impresso una svolta al ritmo di gara è Baldini. Improvvisamente, cede Paul Tergat e Baldini, seguito a pochi metri dal solo Ksflezihi (atleta naturalizzato USA), continua la sua corsa. E’ proprio in questo istante che si verifica il fattaccio, diremmo in contemporanea, l’assalto del folle al povero de Lima, che già stava perdendo il suo vantaggio, e l’inaspettato cedimento di Tergat. Intorno alle 2h di corsa, Baldini raggiunge e supera de Lima. All’arrivo si ha questa situazione:

  • Stefano Baldini, 2h 10’ 55”
  • Mebrahtom Keflezighi, 2h 11’ 29”
  • Vanderlei de Lima, 2h 12’ 11”

Come si vede, il vantaggio cumulato da Baldini negli ultimi 7 km di corsa si aggira intorno al minuto ed è il chiaro sintomo che de Lima era comunque in affaticamento per aver condotto il ritmo dall’inizio della gara. Poi, certo, come ogni buon podownloaddista sa, il ritmo gli era stato ulteriormente spezzato da quel demente. Però, nulla avrebbe potuto contro la falcata imperiosa e sicura del nostro Baldini. Tanto è vero che non riuscì neanche per un istante a stargli dietro. E nemmeno al secondo arrivato, a quel Keflezighi, autore anche lui autore di una bella condotta di gara.

Ma ora abbiamo avuto una stretta alla gola, nel vedere De Lima “illuminato” dalla fiamma olimpica e l’abbiamo idealmente abbracciato con tutte le nostre forze. W lo sport!

 

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