Schwazer a Rio: salvare capra e cavoli

La recente querelle di Schwazer-Rio, sì o no, si può risolvere con un semplice algoritmo del tipo di quello relativo al noto detto “salvare capra e cavoli”. Solo per quei pochissimi che non lo conoscono, lo riepiloghiamo brevemente. salvareDunque, c’è un contadino che deve trasportare alla sponda opposta del fiume una capra e dei cavoli, però le circostanze del caso specifico lo costringono a trasportare anche un lupo. I postulati sono evidenti: il lupo mangia la capra, la capra mangia i cavoli, la barca può trasportare tutti i suoi potenziali … clienti ma, al limite, solo due per volta. Il contadino è perplesso: vuole salvare capra e cavoli, però sul momento non sa come fare.

Ci siamo presi la briga di applicare il caso alla Fidal, convinti come siamo che la federazione nazionale di Atletica Leggera non è nuova a situazioni del genere, in cui cerca di salvare il salvabile per una sua evidente difficoltà operativa dovuta all’obiettiva difficoltà di operare, in un ambiente piuttosto difficoltoso, mediante regolamenti vaghi e occasionali. La cosiddetta “carta etica” ne è un clamoroso esempio. Essa è stata la risposta all’impeto nazionale del rifiuto morale delle pratiche dopanti, ignorando che il sistema nazionale del diritto è di tipo emendativo, cioè che una volta scontata la pena si punta sul recupero del cittadino, non sulla sua gogna mediatica perenne. Ora, col caso Schwazer, si ritrova nella scomoda situazione di dover osteggiare (davanti) la sua per altro legittima richiesta di partecipare ai giochi olimpici dopo aver conseguito (alla grande) il minimo e di auspicare (dietro) la sua partecipazione per la certezza di qualche medaglia, in special modo che adesso il povero Tamberi si è purtroppo infortunato… E su questo ha perfino l’alibi della situazione doping della Russia: vogliamo mettere un caso singolo come quello italiano con un caso nazionale come quello russo?

Personaggi e interpreti:

  • contadino-Fidal (è tipico della federazione tergiversare, per salvare il salvabile);
  • capra-Schwazer (perché solo un deficiente si dopa per ottenere dei risultati);
  • cavoli-medaglie (in questo caso, è una pietanza con tanti buoni nutrienti);
  • lupo-opinione pubblica (l’opinione pubblica è sempre famelica e tritura tutti);
  • fiume-procedura (il mezzo attraverso il quale si opera);
  • sponda opposta-Rio (obiettivo della speranza-progetto);
  • sponda di partenza-Italia (situazione da gestire per salvare le apparenze).

Commento. Le medaglie sono a Rio, e su questo non ci piove. Portare la capra a Rio e darle la possibilità di mangiare le medaglie-cavoli, significa calmierare l’opinione pubblica-lupo; che in verità se ne infischia delle medaglie-cavoli. Infatti, non li mangia, il suslide_11o è solo un problema di principio, di morale. In Italia, si sa, gli altri devono assolutamente rispettare la morale; gli altri… Ma quando il contadino porta alla sponda-Rio la capra, non deve dimenticare di portarsi dietro le medaglie-cavoli, deve cioè illudere e far credere all’opinione pubblica che decide moralmente sulle medaglie. Qualcuno potrebbe chiamare questa cosa “ipocrisia”, ma (per gli italiani) è solo “furbizia”, capacità di saper gestire situazioni critiche e di cavarsela individualmente (la Fidal è pur sempre “una” federazione…).

Insomma, la Fidal vuole salvare capra e cavoli, però nello stesso tempo vuol far credere all’opinione pubblica che agisce per il meglio. Prima si da’ regole discutibili (vedi la “carta etica”), ma poi la possibilità di conquistare una medaglia (forse l’unica) la induce a creare i presupposti di una lunga discussione, con la speranza che alla fine tutti i partecipanti alla contesa ne avranno fin sopra i capelli. Si dirà che Schwazer ha già pagato, che la pena In Italia è emendativa, che lui ha il merito di avere a suo tempo confessato la colpa, che probabilmente la sua nuova positività è il frutto di una manovra sotterranea chissà di chi ma che forse vuol colpire non il marciatore bensì l’allenatore, noto combattente antidoping, eccetera eccetera.

Finirà che Schwazer andrà a Rio, che vincerà qualche medaglia e che tutti grideranno alla vittoria, anche quelli che adesso gridano allo scandalo.

P.S. 1: Un caro abbraccio al dott. Donati, al quale va’ tutta la nostra stima.

P.S. 2: Dovrebbe finire così, poi chissà, in Italia siamo capaci di tutto.

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