I bambini, nell’Atletica Leggera, sono tutti campioncini

Chi allena i ragazzi in Atletica Leggera sa che non tutti sono dei campioni in erba, perché ognuno ha una propria predisposizione, fisica e mentale. Come procedere allora per quanto riguarda i vari allenamenti che devono susseguirsi durante le attività? Andare avanti con i più promettenti, alla ricerca di risultati che possano fungere da incentivi, tralasciando gli altri? Oppure, diversificare gli allquesti sono i più fortienamenti, per rispettare i tempi di apprendimento di ognuno, privilegiando l’aspetto ludico per tutti? Questa “querelle”, sotto sotto, “alligna” in ogni squadra di Atletica Leggera, perché da un lato l’allenatore vorrebbe dare smalto e risonanza ad un’attività che è sempre negletta a tutti i livelli; anche se, dall’altro lato, e ne siamo profondamente convinti, chi fa’ praticare questo sport ai ragazzi ama talmente la disciplina e l’aspetto gioioso che comporta che rinuncerebbe volentieri a un titolo regionale o nazionale per un sorriso dei suoi bambini.

Ma a conti fatti bisogna pur decidere sul metodo da adottare e il secondo, comunque, sembra il più appropriato: non tutti i bambini imparano allo stesso modo, e non tutti hanno uno sviluppo corporeo standardizzato. Quindi, l’allenatore non disporrà per tutti le medesime proposte, ma le varierà in relazione ai tempi e alle situazioni particolari. Sarà molto importante, in questa fase programmatica, che l’allenatore sappia individualizzare gli obiettivi per ognuno dei ragazzi, cercando di pianificare bene ciò che ogni singolo allievo è in grado di fare, in modo da evitare eventuali frustrazioni per risultati non conseguiti. Nel contempo, egli dovrà evitare di sottoporre ai ragazzi obiettivi troppo facili da raggiungere, dal momento che i risultati conseguiti senza un certo “travaglio” sono poi recepiti, soprattutto dai bambini, come una prova delle loro modeste capacità; e in questo caso si otterrebbe l’effetto opposto all’entusiasmo verso l’Atletica Leggera, ovverosia, lo scadimento di interesse o perfino il rifiuto.

Premesso che nulla abbiamo da insegnare a chi si dedica con grande entusiasmo e notevole professionalità ai bambini in atletica Leggera, nell’ambito di una programmazione che abbia come intento quello di incentivare i più capaci senza penalizzare chi invece ha un ritmo di apprendimento diverso, si possono prevedere alcune attività di base che di seguito si riportano, pur sapendo che la sensibilità dell’allenatore e la fase di crescita particolare dei bambini, potrà consigliare di aggiungerne altre a seconda dei casi:

Alternanza di attività – Incroci di attività per gruppi omogenei ed eterogenei;

Predisposizione di circuiti – Con stazioni prestabilite aventi livelli di difficoltà variabili;

Spazi per esercizi – Da considerarsi individuali senza la finalità del successo;

Formazione  – Da intendersi soprattutto come rispetto per l’insuccesso dei compagni;

Sperimentazione di esperienze diversificate – E analisi degli esiti sia positivi che negativi;

Autovalutazione relativa – Riflessioni sui risultati conseguiti nelle singole prove;

Autovalutazione complessiva – Riflessione sui risultati conseguiti nel periodo;

Partecipazione gare – Esperienze con altri bambini come verifiche periodiche.

Gli strumenti per realizzare la programmazione saranno quelli soliti: barriere, birilli, nastri, cerchi… Cioè, quasi tutto peserà sulle spalle degli allenatori, i quali per mettere in pratica i loro ideali dovranno farsi carico di spese economiche e morali non indifferenti. Perciò a loro tutti va’ il nostro riverito saluto e ringraziamento, per tutto quello che fanno, nonostante le numerose avversità che devono affrontare quasi quotidianamente e quasi sempre in silenzio, senza alcun riconoscimento.

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