Stefano Robasto: un’autobiografia podistica

Nasco a Torino nel gennaio del 1966. Comincio a praticare atletica da ragazzino, età 10/11 anni, nella pista della polisportiva “Bendini” di Collegno, comune di prima cintura di Torino.Mi accompagnano con regolarità i miei genitori tutti i fine settimana per gli allenamenti, dove un allenatore romano, amico di mio padre, cura un gruppo di piccoli atleti in erba. Ero bravino, soprattutto nellautunno_rite prove di velocità. Nel 1980 vinsi i campionati provinciali dei Giochi della Gioventù nella specialità degli 80 mt piani con il tempo di 10”01. Nei giochi provinciali allievi, vinsi con i miei compagni la medaglia d’oro per la società combinate, campionati italiani di staffetta 4×100, a Milano, e nei giochi provinciali allievi, vinsi con i miei compagni la medaglia d’oro per la staffetta 4×100, con il tempo di 46”06.. Ma la pressione era molta, e così decisi di passare ad una società con minori ambizioni: periodo di grande spensieratezza e vero divertimento che rimpiango ancora oggi. Poi con l’età, gli studi, amicizie diverse, questo periodo si interruppe e la pausa durò parecchi anni. Dalla metà degli anni 90 incomincio a partecipare alle edizioniEcco Stefano robasto della Stratorino, stracittadina podistica della mia città che si svolge nel mese di maggio e, nell’edizione del ’99 conosco Donato D’auria, atleta a livello nazionale ex mezzofondista: voglio provare di nuovo a mettermi in gioco. La mia prima gara agonistica sarà domenica 12 settembre ’99, a Voltaggio, comune in provincia di Alessandria. La tensione è alle stelle e non riesco a controllarla. Poi la tensione si stempera e correndo prendo consapevolezza del mio passo e la mente si libera. Chiuderò con una media di 4’35” una gara di 10 km, posizionandomi 73° su 116. Come prima gara sono soddisfatto, ma soprattutto ho rotto il ghiaccio. E’ l’inizio di una nuova avventura!

La mia prima nezza maratona è datata 3 ottobre 1999, ad appena 20 gg dal mio esordio come agonista. Sangano, in provincia di Torino, seguita subito dopo, il 24 ottobre dalla mezza di Avigliana, sempre in provincia di Torino. Nelle due gare il tempo finale è incredibilmente simile, 1h 43’ 10” a Sangano, 1h 43’ 15” ad Avigliana…!!!, con un passo medio di 4’53”/km. Sono molto soddisfatto, la dimensione della mezza maratona non è quella delle gare da 10 km, la gestione è diversa, più attenta, meno istintiva, un equilibrio tra testa, gambe e cuore. Persino la partecipazione emotiva e il coinvolgimento tra atleti è maggiore, ci si sente partecipi di una sfida che ci accomuna e ci avvicina. In così poco tempo sono riuscito a fare due mezze maratone in un mese. Mi sento di aver bruciato le tappe. E purtroppo così è stato. Forse mal consigliato, sicuramente inesperto, ascoltando solo l’entusiasmo e non la ragione, non ho considerato che gare comunque così lunghe richiedono un approccio diverso, più graduale… Dopo una visita da un masso fisioterapista e la conseguente risonanza magnetica, mi viene riscontrata una condropatia femoro-rotulea. L’ortopedico del Centro di Medicina dello Sport dello Stadio Comunale di Torino mi consiglia ovviamente di interrompere l’attività podistica, meglio per sempre, e di dedicarmi al nuoto, non prima però di un lungo periodo di recupero dell’articolazione tramite terapia. Non ho mai pianto per l’attività sportiva, neppure quando perdemmo la medaglia d’oro ai campionati di staffetta per un cambio sbagliato, ma quella volta feci un’eccezione. Delusione e sconforto presero il sopravvento. L’attività podistica a cui mi ero così tanto entusiasmato, si era già velocemente e inaspettatamente interrotta…

Siamo agli inizi del 2000 e le mie scarpette rimarranno appese al chiodo fini agli inizi del… 2005!

Incomincio le terapie presso il Centro di recupero Atletico di Collegno, a fianco alla Polisportiva Bendini, dove mi allenavo da ragazzetto, località da cui evidentemente non riesco ad allontanarmi, nonostante io abiti in centro a Torino, zona Porta Nuova, quartiere San Salvario, quartiere multietnico per eccellenza, salito alle cronache non solo cittadine per i suoi tentativi non sempre facili di integrazione. Io lavoro nella zona industriale di San Mauro/Settimo Torinese, in una ditta di prodotti chimici come operaio e autista, ma il sacrificio di raggiungere un posto così fuori mano rispetto sia al luogo di lavoro, sia all’abitazione, è premiato dai primi risultati, da un ambiente di persone serie e professionali e dalla conoscenza di nuovi amici. Inoltre non essendo sposato posso gestire un po’ meglio il mio tempo libero, svincolato da impegni e da obblighi familiari.

Anno 2005. Decido di provare a rimettermi in gioco. Contatto il presidente della FIDAL Regionale, Pietro Proglio. Si ricomincia e, con grande soddisfazione, qualche gara di 10 km riesco a portarla a termine. Anni di terapia non sono stati vani, e mi rendo conto che, forse, con un po’ di attenzione riesco ain gara convivere con il mio problema. “Deve smettere con la corsa” mi disse l’ortopedico. Ma quando mai. Non ci penso proprio. Stefano è di nuovo in pista…! Arriviamo in primavera alla Stratorino del 2005. Conosco in quell’occasione quello che diverrà il mio “compagno” di avventure podistiche, Renzo, classe ’49, che mi presenta alla sua società, la podistica AVIS di Torino, numerosa e storica società, che diverrà il mio nuovo gruppo sportivo a partire dal 2006. Finalmente una società “vera” e strutturata, con presidente, segretario, addetto alle iscrizioni, responsabile vestiario e, soprattutto, un calendario gare con cadenza settimanale e la comodità del ritrovo domenicale con deposito borse, gazebo, iscrizione già effettuata. Mi sento parte nuovamente di un mondo che mi è sempre appartenuto e che la lunga parentesi di inattività non mi ha tolto né dalla mente né dal cuore. La corsa fa parte del mio DNA. E così è giusto che sia.

Il passaggio alla podistica AVIS verrà perfezionata nell’anno 2006. Ma la stagione 2005 riserva ancora qualche piacevole sorpresa. Il mio amico Renzo e alcuni di quelli che saranno i miei futuri compagni di società, mi propongono una mezza maratona a Briancon, Francia, sabato 16 luglio. Il richiamo è irresistibile e, nonostante i miei timori legati alla traumatica esperienza passata, accetto la sfida. La mia gara verrà chiusa con il tempo di 2h 08’ 00” ad un’andatura volutamente tranquilla di 6’06/km. Il mio era un tentativo per testare le mie possibilità e la mia tenuta fisica a livello articolazione. Il fisico regge. Non ci saranno conseguenze. Le giornate perfette esistono. Il 16 luglio 2005 è sicuramente una di queste. Ci sarà ancora spazio, il 18 settembre, per la Turin Half Marathon, 7a edizione, con partenza ed arrivo al Parco Valentino di Torino. Qui gioco in casa e non posso mancare… Tempo finale 1h 39’ 47” ad un passo medio di 4’ 44”/km. Con una gestione più attenta delle gare, allenamenti mirati, e soprattutto tempi sufficientemente lunghi per la preparazione senza trascurare il recupero, mi convinco che posso ancora dare qualcosa e che, senza esagerare, posso togliermi qualche piccola soddisfazione. Il momento per appendere le scarpette al chiodo non è ancora arrivato.

Il mio personale sui 10.000 arriverà solo nel 2009, in occasione della Ten Fox di Volpiano, gara abbinata alla 7a Maratonina dell’Abate Guglielmo. Con un tempo di 39’02” ed una media al km di 3’ 50”, chiuderò 38° assoluto una gara non partecipatissima, ma in cui raggiungerò l’apice della mia carriera podistica. I livelli delle prestazioni del 2009, in cui mi concentrerò soprattutto su gare brevi, non saranno mai più raggiunti in futuro…

Gli anni 2010-2011 vedono una leggera flessione delle prestazioni agonistiche in termini di risultati, subentra un po’ di appagamento e il calendario delle manifestazioni, sempre molto simile da un anno all’altro, rischia di trasformare il rito della gara domenicale in una semplice routine senza mordente. Inoltre nel novembre 2011 viene a mancare Renzo, l’amico che mi aveva introdotto all’AVIS…, la felicità e la spensieratezza sono offuscate da un velo di malinconia…, tenderò ad isolarmi un po’ e al parco della Pellerina di Torino…, dove cado rovinosamente a terra, procurandomi la frattura della colonna vertebrale delle vertebre L1, L2, L3. Comincerà un lungo, graduale recupero delle funzioni motorie. A metà stagione 2015 riprenderò l’attività agonistica con immensa soddisfazione riuscirò a che a concludere due mezze maratone (Turin Half Marathon, 1h 45’ netti e Mezza Maratona di Arenzano, 1h 46’). Nel 2016 sento però l’esigenza di una svolta, di un cambiamento, non so neppure io il perché, forse la ricerca di nuovi stimoli, forse per certificare la mia rinascita. Sta di fatto che dopo 11 anni abbandono la mia società Podistica AVIS Torino per approdare alla Podistica None, conosciuta e organizzata società della provincia torinese.

Il 2016 avrà come unico comune denominatore Napoli. Grazie ai contatti con numerosi amici podisti campani, riesco ad organizzarmi per partecipare alla Mostra d’Oltremare Half Maratin via Caracciolohon della domenica 7 febbraio. Una città che non conosco ma che mi affascina. Passerò due giorni tra amici in un’atmosfera di vera festa e di grande sport. Una gara emozionante, di quelle che ti rimangono dentro. Tempo finale 1h 46’15”. Tracciato non velocissimo ma bello. Sfogliatelle, frolle, primi a base di pesce, grigliate di calamari, mozzarelle di bufala, creme di limoncelli e caffè si occuperanno di reintegrare le energie perdute…

Il rapporto con Napoli è ormai indissolubile e il mese di maggio mi riserva ancora la bella sorpresa della gara di Cercola (NA), una 10 km alla quale vengo invitato da quello che, più Con Manna e D'Ambrosioche un amico, è diventato ormai quasi un fratello. E grazie a Vincenzo Perna della società Amatori Vesuvio, questa gara diventa un pretesto per tornare a Napoli a salutare gli amici e a respirare un po’ di atmosfera di una città che un po’ alla volta mi è entrata nel cuore. Una città bella, con le difficoltà ed i problemi che conosciamo, ma con un’anima davvero grande e con un senso dell’ospitalità quasi commovente.

Con PernaLa stagione 2016 è quindi giunta alla pausa estiva. Un po’ di allenamenti leggeri visto il gran caldo, e poi si ricomincerà con la programmazione della seconda parte della stagione, che potrebbe riservare ancora delle grandi e belle emozioni, tra le quali la Corsa dei Santi a Roma e, senza troppe illusioni ma con più che un pensierino, la Firenze Marathon, entrambe con l’amichevole, indispensabile, gradita presenza dei miei inseparabili fratelli napoletani.

Come dice sempre l’amico mio: “mai mollare”. E almeno per ora, di “mollare”, io non ci penso proprio!

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3 risposte a Stefano Robasto: un’autobiografia podistica

  1. Alessandro Orizio scrive:

    Semplicemente commovente! Sei un grande, Stefano.

  2. Vincenzo perna scrive:

    Ahhhh che onore essere citato sulla tua autobiografiati aspettiamo a breve ancora nella nostra città

  3. Stelvio Quarta scrive:

    Stefano !!!!! Mi hai fatto piangere, mannaggia !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! LO SAPEVP CHE ERI UN CAMPIONE !!!!!!!!!!!

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