Per combattere la cellulite

Tempo d’estate, tempo di prova costume, tempo di esporsi agli sguardi, propri e altrui, per vedere se la cellulite su di noi ha fatto progressi, o perché no, regressi. Tempo di mestizia, di delusione, quasi di sconforto: la cellulite è là, dove l’avevamo lasciata, e sembra più viva che mai, con la sua presenza sorniona ma evidente e con la tranquillità di chi si è installato in un posto e ha deciso di non traslocare mai pcelluliteiù. E’ una fastidiosa presenza, che assume i connotati dell’irriverenza e della strafottenza, per la qual cosa ci ripromettiamo di “combatterla” una volta per tutte. Adesso basta! Per riuscire nell’intento, ci trasformeremo in una “gioiosa macchina da guerra”, cominciando con il cercare di capire cosa in effetti sia la cellulite, perché come tutte le cose di questo mondo, deve avere una nascita, una maturazione e infine, quello che fin d’ora ci auspichiamo, una morte.

La cellulite è un raggrinzimento associato alla formazione di noduli e placche sulla pelle. Tutto il sistema metabolico ne è interessato. La cellulite può anche definirsi una condizione di stasi micro-circolatoria. Quindi, sono da rimuovere tutte quelle condizioni che determinano questa sorta di blocco, o di difficoltà, circolatoria, perché in effetti si verifica una compromissione anatomica e funzionale dell’unità vascolare del tessuto. La cellulite per tanto è una patologia con molteplici cause (endocrine, metaboliche, circolatorie, posturali…) che può colpire anche podisti/e, non essendo necessariamente riconducibile all’eccesso di peso corporeo, anche se ovviamente quest’ultimo elemento in molti casi risulta decisivo. Comunque, le innumerevoli cause possono essere così riepilogate: vita sedentaria, dimagrimento troppo repentino, alimentazione sbagliata, ritenzione dei liquidi, posture sbagliate, vasocostrizioni dovute ad abiti troppo aderenti, stress, fumo, essere in sovrappeso. La strategia che metterà in atto la nostra “gioiosa macchina da guerra”, si muoverà su quattro fronti: 1) dieta; 2) esercizi; 3) massaggi; 4) terapia. Per “dieta” s’intende un’alimentazione equilibrata, con i nutrienti ben calibrati che tutti i podisti conoscono a menadito: carboidrati, protuomo panciaeine, vitamine e fibre, nelle dosi e nei momenti indicati, con la proibizione assoluta degli alcolici. Detto con altre espressioni, non meno accorate, si raccomanda la riduzione delle porzioni di ogni pietanza (di circa un 20%), ma soprattutto la drastica riduzione dei condimenti. Gli “esercizi”, stanno ad indicare la necessità di un’attività sportiva (anche se di tipo aerobico, anche se svolta essenzialmente in palestra) che sia continua e che solleciti l’organismo per almeno un tre quarti d’ora, quella volta che si svolge (minimo, tre volte a settimana). L’attività fisica non deve essere semplicemente continua, bensì costituire il nuovo “abito” mentale oltre il quale non si può neanche pensare di… indossare indumenti alternativi! I “massaggi”, sono i tentativi di affidarsi ad esperti del settore, affinché si sciolgano i nodi sottocutanei e si ripristinino al meglio le funzionalità muscolari e la conseguente vascolarizzazione che, come si è detto, è di fondamentale importanza nei casi di cellulite. E’ vietato il “fai da te”, perché il massaggio richiede persona esperta. Infine, la “terapia” prevede diverse soluzioni, dalla liposuzione, alla laserterapia. La prima, la si sconsiglia perché essendo una pratica artificiale, indotta dall’esterno, non sollecita l’organismo a riprendere le sue funzioni al naturale, anzi si presta ai cosiddetti fenomeni di rigetto. Mentre la seconda appare più in linea, unitamente ad altre terapie, ad andare verso le esigenze soggettive degli interessati, dato che ogni corpo può avere una reazione, una risposta, diversa da un altro.

E non è neanche vero che la cellulite è materia prettamente riservata alle donne: anche i maschi, sia pure in maniera ridotta, ne sono affetti. La cellulite maschile colpisce soprattutto l’addome, i fianchi, le braccia, la schiena e il sedere (il Poeta direbbe… “dalla cintola in su”); mentre come è notfat 8o, nel senso che è molto ben visibile…, nelle donne si nota dalla vita in giù ( e qui il Poeta già disse… “dalla cintola in giù”). Uno dei misteri che circonda la cellulite consiste proprio nella discriminazione che essa mette in opera fra maschi e femmine. Probabilmente, quasi sicuramente, è una questione ormonale. Un altro mistero, ad esempio, è quello che riguarda le razze: la cellulite sembra preferisca quella bianca, a discapito della gialla e di quella nera. Misteri della genetica, forse; anzi, sicuramente, altrimenti non si potrebbe spiegare.

In conclusione? Quando lanciare il grido di battaglia? Cioè, quando cominciare veramente, con costanza, con perseverante maniacalità, a combattere la cellulite? Consigliamo in inverno: dobbiamo dare al nostro organismo tutto il tempo occorrente per adeguarsi al nuovo stile di vita, che non si dovrà abbandonerà, tra l’altro, mai più. La cellulite è sempre dietro l’angolo; ed ogni nostro cedimento significherà aver vanificato magari tante battaglie vinte inutilmente, perché alla fine avremo perso la guerra contro un terribile nemico che notoriamente non fa’ prigionieri!

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