Podismo e ciclismo, per “uomini in gamba”

Podismo e ciclismo sono molto affini, per “uomini in gamba”: gli arti inferiori sono quelli su cui si basa la loro capacità prestativa. Podismo e ciclismo hanno anche un’altra affinità: entrambi “hanno una pista” sulla quale svolgere una parte importante della loro disciplina, spesso propedeutica al gesto più lungo e faticoso della strada. Innumerevoli gli esempi, sia nel podismo che nel ciclismo, di atleti che 12961496_10205932433022509_1265715768141260300_npartiti dalla pista sono arrivati a conseguire risultati incredibili sulla strada grazie ai loro trascorsi sportivi. Il maratoneta Zatopeck proveniva dalla pista, quando vinse l’oro olimpico sulla maratona. Nel 1952, a Helsinki, dopo aver corso (e vinto) i 5000 e i 10000, decise di correre la maratona, sbalordendo per la sua predisposizione, che solo una grande esperienza su pista poteva fornirgli. Per non parlare di Daniele Meucci, campione europeo di maratona, nel 2014, a Zurigo, proveniente anch’egli essenzialmente dalla pista. Il ciclista Saronni, mondiale a Goodwood nel 1982, cominciò la sua carriera al velodromo Vigorelli e la sua bravura di sprinter fu sempre risolutiva nei finali di gara. Infatti divenne giovanissimo, da Junior, campione europeo di velocità e in carriera vinse ben 195 gare la maggior parte delle quali grazie al suo spunto finale, evidentemente rodato e forgiato dall’esperienza cumulata sulla pista.

Però, i due sport restano differenti, poiché utilizzano i muscoli delle gambe in modo diverso. Al riguardo, c’è un po’ di confusione, dal momento che spesso si sente dire che i muscoli della pedalata sono diversi da quelli della corsa a piedi, come se… ci fossero dei muscoli nella gamba che, di volta in volta, si attivano o restano inutilizzati. In realtà, i muscoli sono sempre quelli, è che svolgono il lavoro in modo differente. La corsa a piedi comporta una fase muscolare concentrica, cioè con le fibre che lavorano in accorciamento nella fase di spinta, mentre in quella di atterraggio il muscolo lavora in modo eccentrico, va a dire in allungamento. Nella pedalata, invece, avviene che i muscoli che partono dall’anca (zona glutei e pubica) si estendono e si riflettono ciclicamente in modo rotatorio, mentre quelli del ginocchio si muovono, descrivendo una specie di otto disteso. Contemporaneamente, la caviglia ruota, onde consentire una pedalata che sia rotonda, vale a dire sciolta e omogenea e i muscoli della coscia, (che sono… sempre quelli, quadricipite e bicipite femorale) s’impegnano per produrre l’energia da trasferire ai piedi, mediante l’uso dei muscoli del polpaccio.  In definitiva, le fibre muscolari della gamba, sono sollecitate in un modo dalla corsa e in un altro dalla pedalata, determinando un lavoro muscolare che potremmo definire completo, se non fosse che allenare nello stesso momento le fibre muscolare in due modi, oltreché faticoso e soprattutto impossibile. Infatti, ogni podista sa che per allenare le fibre muscolari, che sono di due tipi, rosse e bianche (resistenza e velocità) bisogna fare due sedute in giorni separati, pena un affaticamento che non giova al benessere fisico e a volte anche a quello psichico. Ma così ci siamo addentrati in un altro ambito di “comunanza” fra podismo e ciclismo: il biathlon.

Senza avere la pretesa di dispensare consigli anche in questo settore, ma solo per ribadire il concetto prima esposto, un podista che volesse cimentarsi in una gara di biathlon (per cambiare un po’, per divertirsi, per provare una nuova esperienza…), farà bene ad allenarsi a giorni alterni, soprattutto nel primo mese di preparazione, affinché il proprio corpo si adatti alla nuova attività. In uno schema settimanale di allenamenti di 6 giorni, egli ne destinerà 3 alla corsa e 3 alla bici, privilegiando percorsi pianeggianti, oppure leggermente ondulati. Poiché gli effetti allenanti della corsa si ottengono in un’ora mentre quelli del ciclismo (come è risaputo) almeno nel doppio del tempo, il chilometraggio sarà più o meno 10/15 km e 20/30 km. Solo dopo il primo mese di preparazione, un giorno a settimana sarà enfatizzato, magari facendolo coincidere con la domenica, se non si ha intenzione di gareggiare. D’altronde molti ciclisti, in inverno, corrono a piedi, sia pure senza eccessi, ai fini di una preparazione completa di tutti i comparti muscolari, mentre non sono pochi i podisti che utilizzano appena possono la bici, sia  per lo stesso motivo e sia perché, diciamoci la verità, è molto divertente!

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