La prima scarpa non si scorda mai

imagesOgni podista è stato innamorato della sua prima scarpa. Anche nel caso, molto frequente, che sia un podista di “lungo corso”, egli porta dentro di sé il ricordo incancellabile di quel paio di scarpe che ne hanno caratterizzato le prime esperienze. E’ come il primo amore: non si scorda mai. A lui sono legati i primi turbamenti, le prime gioie, le prime scoperte “del settore”, magari le prime delusioni, che però si sono rivelate molto utili e che si sono definite “esperienze”, tanto per darle un nome meno traumatico.

In un angolo nemmeno tanto ben nascosto della mente del podista c’è l’immagine del suo primo paio di scarpe: la marca, il colore, il disegno. Così come il film della prima allacciatura, del primo lavaggio resosi necessario dopo le prime gare. Soprattutto, c’è il dispiacere, no, il dolore, di quando se n’è dovuto privare, perché ormai troppo consumate. Ecco, diciamo qualcosa sulle scarpe del podista, dalla… “nascita” alla “morte”.

Senza voler essere prolissi, ci sembra doveroso in questa parte dell’articolo, accennare solamente alle prime storiche scarpe da runner, che erano in realtà “scarpe da tennis”. Poi, quando esplose il fenomeno corsa (fine anni ’70, grosso modo), le vetrine dei negozi specializzati si riempirono dei modelli A1, A2 e A3, che corrispondevano alle “leggere”, alle “intermedie” e alle “da fondo”. Le A1 erano per le gare e per atleti, appunto, leggeri. Le A2 erano quelle scarpe indicate per fare i cosiddetti “lavori”. Le A3, invece, rispondevano alle esigenze di effettuare la corsa lenta, oltre… ad andare incontro a chi cominciava ad avere problemi con la bilancia.

Attualmente, la situazione è la seguente:

A1 – “superleggere” – Scarpe che pesano meno di 250 gr.  Scarpe consigliate per atleti leggeri e che non hanno problemi di appoggio, cioè una efficiente tecnica di corsa;
A2 – “intermedie” – Scarpe che non superano i 300 gr. Scarpe consigliate per ogni tipo di atleta, perché mantengono le stesse caratteristiche delle A1, senza estremizzarle;
A3 – “ammortizzanti” – Scarpe dal peso oscillante tra i 330 e i 350 gr. Scarpe ideali per allenamenti di corsa lenta, concepite per assorbire bene gli impatti dei piedi con i tipi di percorso;
A4 – “stabili” – Scarpe dal peso oscillante tra i 330 e i 350 gr. Sono scarpe simili alle A3, ma contengono degli accorgimenti utili per podisti con problemi di postura (ad es., di pronazione);
A5 – “chiodate” – Scarpe leggere, per pista e cross. Da ponderare caso per caso;
A6 – “trail” – Scarpe che non badano al peso, bensì alla consistenza: devono aderire bene su terreni impervi, anche fangosi o scivolosi; battistrada rinforzato e suola artigliata;
A7 – “jogging” – Scarpe confortevoli, dal peso e costo contenuto. Per camminare o per la palestra;
A8 – “woman” – Scarpe studiate per il piede femminile, notoriamente contraddistinto dalla pianta più stretta. Sono scarpe, evidentemente, più leggere rispetto a quelle maschili.

In conclusione, quando vedete un podista correre, siatene certi, nella sua mente c’è un’immagine, nel suo cuore c’è un palpito, corrispondente al ricordo della sua prima scarpa. E che nessun modello, neanche quello col quale magari stabilirà il suo record personale,  potrà mai sostituire.

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