Il “gioco di gambe” nel podismo

estens. dell'ancaOgni tanto, guardando una partita di calcio in tv, sentiamo dire che un dato calciatore ha un bel “gioco di gambe”. E’ un’espressione tipica di questo sport e serve, com’è noto, ad indicare il gesto abile e armonioso delle gambe. Alla lunga, però, sembra che solo nel calcio si abbia a decantare questa possibilità, che il “gioco di gambe” sia esclusivo solo del calcio. Mentre così non è, c’è anche nel podismo!
Innanzitutto, nel podismo il gioco di gambe, in un certo senso, è obbligatorio, nel senso che tutti i podisti devono averlo…., altrimenti si sta fermi. La questione è fra il gioco di gambe corretto (abbastanza raro) e quello scorretto, diciamo perfezionabile (abbastanza comune).
Qualsiasi podista si differenzia da tutti gli altri soprattutto per il suo stile di corsa, che è determinato da due precisi parametri: frequenza e ampiezza (del passo). Che cos’è la frequenza? E’ il ritmo del passo, cioè la cadenza. Che cos’è l’ampiezza? E’ la distanza dei due piedi durante l’appoggio. Prima ancora della frequenza e dell’ampiezza, bisogna ricordare che ogni fisico condiziona lo stile di corsa e, quindi, il gioco di gambe. Aggiungiamo alla lista, quindi, la struttura fisica, la differenza fra longilinei, brevilinei e normolinei. A questo punto, dopo che madre natura ha fatto il suo corso, il podista si ritrova con un fisico ben preciso, ma che deve curare (allenare), affinché ne tragga tutti i benefici possibili. Avrà cura della mobilità articolare e/o elasticità muscolare, mediante esercizi di stretching, altrimenti le gambe saranno rigide nei movimenti. Poi, passerà al programma per aumentare la tonicità dei muscoli e di conseguenza la forza muscolare, indispensabile per la spinta dei piedi (se non si ha forza, non si spinge a sufficienza).

Abbiamo isolato gli elementi che costituiscono la base per un corretto gioco di gambe nel podismo: frequenza, ampiezza, struttura fisica, mobilità articolare, elasticità muscolare, forza muscolare. Ora, vediamo come ottimizzare queste risorse che ci fornisce il nostro corpo, applicando la nostra attenzione, nell’intento di acquisire un bel gioco di gambe.

Cominciamo col dire qualcosa sulla reattività del piede. Per reattività del piede dobbiamo intendere quella capacità del piede di restare quanto meno tempo possibile sul terreno nella fase di appoggio. Infatti, è logico pensare che più tempo (frazione di tempo impercettibile, certo) si indugia nell’appoggio, meno avviene l’altra fase direttamente collegata e necessaria per la corsa, e cioè la spinta. Questa è la base di quello che abbiamo definito essere gioco di gambe. I piedi, quindi,  devono risultare rapidi, elastici come due molle.

appoggio correttoUn altro aspetto da definire è quello della falcata: dev’essere ampia o corta? A guardare certi atleti evoluti, a falcata ampia, poi altri semplici amatori, a falcata ridotta, sembrerebbe che la prima sia da preferire. Non è così. L’importante è che il piede non atterri più avanti del ginocchio. Altro aspetto da notare nella fase dell’appoggio è che si dovrebbe evitare di atterrare col tallone. In questo caso, l’appoggio con l’avampiede si fa’ preferire, perché con l’appoggio sul tallone si tende a “restare sul posto”, ricevendo al limite una spinta “verticale”, come nei salti, e non “orizzontale”, come dev’essere nella corsa.
Ma come ottenere una falcata ampia? Può sembrare strano, ma bisogna estendere bene l’anca, spingere con i glutei e con i flessori posteriori della coscia. La spinta in avanti avviene con lo stendere “all’indietro” la gamba. Per fare un esempio, si pensi alla fionda: per andare in avanti, si tira quando più indietro possibile l’elastico. E’ quello che avviene nella corsa.

Questo è il punto centrale: dopo aver appoggiato il piede a terra, dovete spingere indietro tutta la gamba. Dovete avere la sensazione di “grattare” il terreno, di “affondare” nel terreno. Facendo così, avrete la spinta per andare avanti. Non pensate al piede, perché salirà automaticamente. Anzi, la forza che metterete nell’estensione dell’anca, causerà la velocità con la quale il piede si alzerà e, soprattutto, il ritmo del vostro passo. Eccolo, “il gioco di gambe nel podismo”.

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