Intervistiamo Sonia Marongiu – La nostra amica campionessa

Oggi con molto piacere intervistiamo una nostra amica da sempre, che ha attraversato lo stivale italico in lungo e largo per gare, facendosi sempre onore e ben volere. Signori e Signore, Sonia Marongiu!sonia

  • Ti conosciamo da tanti anni e sappiamo molto di te. Ma non ridere se ti chiediamo dove sei nata, in che cosa sei laureata e qual è il tuo lavoro: lo facciamo per i nostri lettori!

Sono nata a Nuoro, il 28 giugno del 1974 e fino a 19 anni ho abitato a Ovodda, un paesino del centro Sardegna, sempre in provincia di Nuoro.  Dopo mi sono spostata a Viterbo, dove ho frequentato la facoltà di Scienze Forestali e dove mi sono laureata. Oggi sono un ricercatore del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi di Economia Agraria), un ente di ricerca del Ministero dell’Agricoltura, e lavoro in provincia di Padova.

  • Supponiamo tu sia nata correndo…, ma quando hai veramente corso per la prima volta in una gara? Eri “libera” (ma tu lo sei sempre, di spirito…) o facevi parte di una squadra podistica?

No, in realtà non sono nata correndo. Ho però iniziato a farlo presto nel mio paese con i “Giochi della Gioventù”. E’ stata una breve parentesi che però evidentemente è servita. Ho interrotto durante tutte le scuole superiori e ripreso per conto mio al 2°-3° anno di Università, a Viterbo. Ero quindi già “grande”. Ricordo che iniziai con 10 giri di pista che mi sembravano infiniti! La mia prima gara l’ho fatta il 1 Novembre del 2000 a Castel S’Elia, tesserata con una società di Bagnaia e spinta dal mio amico Carlo. Si può dire che io abbia iniziato a correre con e grazie a lui.  

  • I tuoi risultati sportivi sono ragguardevoli. Ce li vuoi ricordare? Ricordati che… non siamo noi a chiedertelo!

izmirLa domanda è difficile. Non ho memoria di tutto quello che ho fatto. Sicuramente i miei migliori risultati sono i personali (800 m: 2’22”01; 1.500 m: 4’41”21; 3.000 m: 10’09”38; 5.000 m: 17’41”23; 10.000 m: 36’56”20; 10 km strada: 36’19”; mezza maratona: 1h22’22”; 2.000 siepi: 7’35”03: 3.000 siepi: 11’50”76) che non definisco “ragguardevoli” ma nemmeno tanto male, considerando che li ho raggiunti abbondantemente dopo gli “enta”. Ho diversi titoli Master nazionali e podi internazionali, nonché diversi titoli regionali Assoluti disseminati tra Campania, Veneto e Trentino Alto Adige. Manca la maratona, distanza che ancora non ho il coraggio di affrontare. Per il resto, son tante le gare che ho disputato, dalla strada, alla pista, alle campestri. Ecco, se proprio devo trovare qualcosa di ragguardevole in quello che faccio, citerei il fatto che gareggio su tutti i campi e su svariate distanze. Dal fango al tartan. Indoor e outdoor. Dagli 800 m alle gare a tappe.

  • … E qual è quello a cui ti senti maggiormente affezionata?

Non lo so, credo di non averne uno in particolare. Se devo pensare alle gare che mi hanno coinvolta di più emotivamente, mi vengono in mente quelle conquistate con fatica, con ritmi lontani dai miei soliti, conseguenti magari a brutti periodi.

  • Hai avuto anche tu, sicuramente, dei modelli di riferimento, riguardo allo sport e alla vita in generale: chi, quali, come, dove. Facci un po’ il resoconto delle persone e delle occasioni che hanno cementato e fortificato la tua passione per il podismo.

Non ho modelli di riferimento, ma insegnamenti. Cavarsela sempre con le proprie forze, stringere i denti e lavorare per il proprio obiettivo. Che poi se vogliamo, sono cose che valgono sia nella vita che in uno sport come l’Atletica. Ho un carattere competitivo e anche negli sport di squadra (praticavo pallavolo) usciva sempre fuori la componente individualistica. Quindi forse questo ha contribuito ad incanalarmi verso l’Atletica. Sicuramente un incontro importante è stato quello con l’Erco Sport di Ercolano, la mia prima società in termini di anni di permanenza, quella alla  quale sono più affezionata e che ha contribuito alla mia “formazione”. Non è da tutti i neofiti essere catapultati subito in pista, o in gare indoor o in campionati nazionali di cross. Sono stata fortunata anche con la mia attuale società, il G.S. Valsugana Trentino, principalmente per l’opportunità che mi hanno dato di poter partecipare ai campionati italiani in Serie A Oro. Inoltre, da poco più di due anni è iniziata una nuova avventura con l’atletica Brentella di Padova, una società neonata e affiliata al CSI, con la quale portiamo avanti lo splendido progetto di avviare all’Atletica Leggera tanti giovanissimi del padovano. Infine, inizio a guardare l’Atletica da altri punti di vista: è da un anno che ho iniziato il corso per giudici, che trovo estremamente interessante e che mi sta insegnando tante cose che da atleta non vedevo.

  • Cosa pensi della recentissima notizia che ha investito l’atletica leggera italiana, tanto da farla diventare… pesante? Sei stata sempre sfacciatamente franca, lo sappiamo, perciò contiamo di chiudere così questa intervista: con parole di chiarezza e di amore, quand’anche spietate (come solo l’amore sa dire), sul nostro sport preferito.

crosssoniaFerma condanna per il doping, pur sapendo che ormai credo non esista uno sport dove non ci sia almeno un’ombra. Se il riferimento è ai “where abouts” la mia opinione è che forse si è esagerato un po’ troppo con le parole. Lo vedo più come una superficialità da parte degli atleti e del sistema di controllo nel rispetto delle procedure amministrative. Con questo però non assolvo completamente gli atleti, anche perché c’è stato tutto un altro gruppo che mi sembra abbia adempiuto agli obblighi e alle procedure richieste. Credo però che il doping sia altra cosa, anzi se guardo un minimo oltre frontiera mi sentirei di ridimensionare il nostro paese. Mi preoccupa molto di più la sua diffusione tra chi corre a livello amatoriale, perché non riesco a capirne le motivazioni: gente mediocre che anziché fare della corsa un sano esercizio quotidiano e delle gare un onesto e leale confronto con sé stessi, ricorre al peggiore degli espedienti per rimanere comunque mediocre. Questo è quello che fa più male. E’ anche vero però che il mondo del podismo ormai contiene di tutto, nel bene e nel male.

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