La strada è di tutti, anche dei podisti!

(Riflessione semiseria circa l’allenamento su strada)

correre su stradaUno dei problemi dei podisti, quando devono allenarsi su strada, è…la strada. Nel senso che devono guardarsi bene a dove mettono i piedi.

Non basta, cioè, controllare che i piedi non cadano su… residui biologici lasciati da animali, su pezzetti di vetro o di oggetti taglienti che potrebbero… rendere inutile le protezioni delle suole. E non basta nemmeno… limitarsi a correre sul marciapiede, perché spesso ci sono dei veri e propri… impedimenti: persone (ferme o in movimento), automobili e qualsia altra cosa. Allora, che fare?

L’allenamento su strada, per un podista, è inevitabile. Ma la strada è di tutti i cittadini i quali la usano, per dirla con una sola espressione, per far funzionare la città. Ovviamente, è talmente importante la strada, che esiste il Codice della Strada. Tutti coloro che la usano devono attenersi a delle regole, giustamente: automobilisti, ciclisti e pedoni. E i podisti?

L’art. 190 del Codice della Strada, comma 1, recita testualmente: “I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposta al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dai centri abitati i pedoni hanno l’obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione. Da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere, ai pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri   abitati, prive di illuminazione pubblica, è fatto obbligo di marciare su unica fila.”

Come si vede, si parla di pedoni, non di podisti, nell’articolo del Codice della Strada. Se poi andiamo a curiosare cosa dice il Codice per quanto riguarda i ciclisti, vediamo che se ne occupa nell’art. 182.

Si dirà che i podisti sono accumunati ai pedoni, in quanto entrambi fanno uso dei piedi. Nel senso che entrambi toccano con i piedi il terreno (cioè, l’asfalto…), a differenza dei ciclisti e degli automobilisti ai quali manca del tutto questo tipo di… contatto. Sarà. Però, è singolare come si distingua fra automobilisti, camionisti, motociclisti, ciclisti e non fra pedoni e podisti. Vien da pensare che le “ruote” facciano la differenza e i “piedi” no. E in questo si potrebbero ravvisare gli estremi di una malcelata discriminazione, oppure l’attestazione di una colossale sbadataggine.

Ad ogni buon modo, onde evitare… incidenti di percorso, il buon podista, ogni qual volta impegni la strada per allenarsi, farà bene a:

  • allenarsi sulla strada solita, perché magari si è conosciuti (e poi, chissà, si potrebbe fare proselitismo…);
  • allenarsi nelle ore meno trafficate;
  • allenarsi al buio sempre con qualche materiale catarifrangente;
  • correre nel senso opposto di circolazione, come impone il Codice della Strada, ma non per un normale senso civico (che spesso…sfugge a molti automobilisti…), ma perché così facendo almeno si vede… chi vuole investirci per pura e semplice invidia!
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