Uso e abuso degli integratori

integratori-alimentariNoi podisti siamo propensi agli integratori, lo sappiamo. Lo siamo per tutta una serie di motivazioni, dalle più semplici e prevedibili, a quelle più sofisticate e insospettabili, da quelle naturali, a quelle più intricanti.

Ma forse riportare il contenuto di un articolo de “Il Fatto Quotidiano” del 19 ottobre u. s., a firma di Chiara Daina, può aumentare il grado di conoscenza e di consapevolezza dell’argomento, senza ergerci a paladini di questa o quell’altra posizione. Ragioniamo sui nudi e crudi numeri. Anzi, sulle percentuali.

Apprendiamo che il giro d’affari degli integratori alimentari in Italia, nel 2012, era di 1,8 miliardi di Euro; nel 2014, di 2,1; e che ad agosto aumentava del 9,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo dato è fornito dalla FederSalus.

Sempre tramite FederSalus, sappiamo che:

  • l’elisir più richiesto è stato quello contro il mal di gola e la tosse nel periodo invernale (23%);
  • segue quello riguardante i prodotti atti a controllare il colesterolo, che raggiungono un buon livello (16,6%);
  • si difendono bene anche quelli che riguardano il ripristino di sali minerali e di vitamine (16,5%);
  • non sono neanche troppo indietro, sia i prodotti probiotici (8,6%), che quelli energetici;
  • non sono da trascurare i prodotti per risvegliare l’intestino (3,5%).

Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, ci informa che vitamina D e calcio, tanto per fare un piccolo esempio, non modificano la densità ossea, come comunemente si è portati a credere. Questo per dire che una dieta variegata è perfettamente in grado di sopperire al nostro fabbisogno.

E ancora. Ci ammonisce circa l’abitudine di rincarare la dose di certi principi nutritivi, perché perfino dannosa, in quanto il nostro organismo non assorbe più di quello che naturalmente ha bisogno. Altro esempio. Un eccesso di vitamina C, per essere eliminato, sovraccarica i reni.

E in più, uno studio dell’ospedale Molinette di Torino ha recentemente dimostrato che un uso eccessivo di integratori alimentari aumenta la possibilità di contrarre il tumore alla prostata.

A volte, fare il podista diventa problematico. Seguire l’istinto, oppure l’esperienza? Fare da sé, da quello che si apprende dalla pubblicità, oppure dalla periodica osservazione del medico di fiducia delle nostre analisi del sangue, le sole che possono segnalare eventuali carenze?

Probabilmente, si è nel vero se si raccomanda di seguire l’esperienza, e che sia sempre suffragata e controllata da personale specializzato.

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